martedì 25 agosto 2009

L'energia pulita si ottiene dalle foglie artificiali. Il segreto nella fotosintesi


Il progetto allo studio all'Imperial College di Londra

L'energia pulita? Si può ottenere osservando la natura. Dal processo di fotosintesi si può avere a disposizione l'energia che arriva dal sole senza pesare sul clima. Il progetto (stanziati un milione di sterline) è dei ricercatori dell'Imperial college di Londra. Obiettivo: simulare il processo di fotosintesi. Parte del progetto si chiama "foglia artificialw" e prevede di utilizzare la luce del sole proprio come fanno le foglie.
Allo studio anche l'irdogeno e il metanolo. Il passo successivo è la costruzione di sistemi artificiali che possano fare lo stesso per la generazione di carburanti puliti come l'idrogeno e il metanolo che potrebbero essere utilizzati nelle celle a combustibile per generare elettricità o direttamente per fornire energia a super veicoli puliti.
La fotosintesi. L'intricata chimica coinvolta nella fotosintesi, il processo in cui le piante utilizzano la luce solare per convertire l'acqua e la CO2 in zucchero, è il più efficace processo di conversione di energia solare sulla Terra.
Il potenziale inutilizzato di raggi solari è enorme: tutte le attività umane per un intero anno potrebbero essere alimentate da una sola ora di energia della luce del sole che arriva sulla Terra. Sfruttare anche soltanto una piccola quantità di energia elettrica in questo modo potrebbe contribuire a soddisfare la crescente domanda di energia che prevede di raddoppiare entro il 2050.
La sfida dei ricercatori. Secondo James Barber, biologo dell'Imperial college di Londra e leader del progetto, «se i sistemi di fotosintesi artificiale potessero utilizzare il 10% della luce del sole che cade su di loro, avrebbero bisogno di coprire solo lo 0,16% della superficie terrestre per soddisfare il consumo mondiale di energia di 20 Terawattora, cioè quello di cui il mondo avrà bisogno nel 2030». E «a differenza della foglia biologica, quella artificiale potrebbe essere messa in zone aride del deserto del mondo, dove non deve competere per lo spazio con i terreni agricoli». La speranza di Barber è di migliorare le celle solari e magari fare ancora meglio della "foglia artificiale". Ma a differenza delle normali foglie, i nuovi dispositivi non potranno assorbire la CO2 presente nell'atmosfera. «La sfida - osserva Barber - è ottenere idrogeno dall'acqua utilizzando una pronta fornitura di energia».

FONTE: ilmessaggero.it