sabato 12 settembre 2009

Hi-tech e stanze del sonno per la guerra al jet lag


Stop a stanchezza e nervosismo. Il "mal di fuso" colpisce tre viaggiatori su quattro. Aeroporti e spa fiutano il business. In futuro ci saranno pillole miracolose e camere d'albergo ad hoc per chi fa voli molto lunghi


Tra i viaggiatori è una delle poche cose democratiche. Colpisce indipendentemente dal costo del biglietto. In classe economica, in business e persino nella costosissima first. E' il "maledetto" jet lag. Tradotto in fastidiosi sintomi: stanchezza, nausea, nervosismo e anche un po' di tachicardia. Insomma, un disastro. Da far pensare che, in fondo, il prossimo anno sarebbe meglio rimanere a casa. Il jet lag, o sindrome da fuso orario, è provocato dall'alterazione dei cicli biologici. Colpisce tre viaggiatori su quattro. Decisamente peggio dell'influenza A. E' più insidioso nel caso di voli trasversali. Cioè quelli che si spostano da ovest verso est e viceversa. Per eliminarlo radicalmente, concordano i globetrotter, per ora c'è poco da fare. In futuro, invece, arriveranno software, pillole miracolose e camere d'albergo ad hoc. Per chi affronta lunghi stop over a Dubai, Bangkok o Parigi sono a disposizione Jet lag theraphy per ritrovare le energie perdute in cielo. La British Airways, in collaborazione con lo Sleep assessment and advisory service, ha sviluppato un Jet lag advisor. In pratica rispondendo ad alcune domande, nel sito della compagnia inglese, si ottengono consigli personalizzati. All'arrivo in città, poi, nei centri benessere ci sono pacchetti ad hoc. Fondamentale è curare l'alimentazione. "Naturalmente dipende dal tipo di necessità di ogni viaggiatore", spiega Luca Piretta, dottore in Scienza dell'alimentazione umana all'università La Sapienza di Roma, "chi vuole anticipare il riposo dovrà, prima di andare a letto, ricorrere a cibi che contengono casiomorfina e che inducono il sonno come latte, formaggi e miele. Chi, al contrario, vuole restare sveglio dovrà assumere sostanze nervine come caffè, cioccolato e coca cola". Un valido aiuto è la melatonina. "E' una sostanza naturale che agisce sulla regolamentazione del ritmo sonno veglia", precisa Piretta, "ideale per chi ha problemi". Ma c'è chi non si accontenta. E guarda al futuro. Contro il "mal di fuso" l'università del Michigan ha messo recentemente a punto un software in grado di ridurre gli effetti del jet lag. Basato su un modello matematico, usa i dati provenienti dal livello di luce dell'ambiente e dai fusi orari attraversati. Lo scopo è "sincronizzare" l'orologio biologico con la nuova meta. In fase di sperimentazione, presso il Brigham and Women's Hospital di Boston, c'è il Tasimelteon: un prodotto chimico che regola il ritmo biologico. Fa dormire quando si vuole, più in fretta e più a lungo. Ma, per ora, il consiglio è avere pazienza. "Non bisogna agitarsi perché, come accade quando c'è il cambio di ora legale, il nostro corpo ha bisogno di qualche giorno per abituarsi", spiega il professor Luigi Ferini Strambi, direttore del Centro del sonno del San Raffaele di Milano, "bisogna usare degli accorgimenti per ritrovare la sincronia. Aprire le finestre al mattino presto, anche se il sonno spinge a poltrire, e la sera non avvicinarsi a fonti di luce come computer e televisione". E i farmaci? "Sconsiglio di seguire la tendenza più diffusa", conclude Ferini Strambi, "che è quella di ricorrere agli ipnotici la sera e gli stimolanti al mattino". Per chi non ha fretta in futuro sarà a disposizione una camera d'albergo dove, architettura, tecnologia e corpo umano si fondono. Disegnata dal Laboratorio Australiano di architettura Lava si presenta con luce anti jet lag e grandi finestre multimediali. Ed è stata progettata proprio per i viaggiatori professionisti.

FONTE: Irene Maria Scalise (repubblica.it)