lunedì 5 ottobre 2009

Vuoi fare la spia? Ecco il test


I servizi segreti inglesi cercano agenti. “Rispondete alle domande e chiamateci”

Dei molti segreti degli agenti segreti britannici quello più accessibile è senza dubbio l’arruolamento. L’intelligence di Sua Maestà, infatti, non fa alcun mistero del metodo di reclutamento degli aspiranti James Bond. Il sito dell’MI6 (www.mi6officers.co.uk), il servizio di spionaggio esterno che corrisponde grosso modo al nostro Sismi, fornisce da tempo la guida completa al mestiere più enigmatico del mondo, compresi i requisiti necessari e le opportunità di carriera. Ora però i vertici del servizio segreto di sua maestà vanno oltre, e lanciano un quiz. Hai la stoffa dello 007? Basta dedicare una decina di minuti al test attitudinale che da qualche giorno compare in homepage per capire se valga la pena o meno d'inviare un curriculum. L'esperienza non è necessaria, la memoria è fondamentale.

Come per la patente
Il quiz a risposte multiple sul modello di quello per la patente di guida è l'ultima trovata comunicativa dei paladini della sicurezza nazionale, che quest'anno compiono un secolo, veterani navigati rispetto ai colleghi della Cia o del Mossad. Da qualche tempo il leggendario servizio segreto di Sua Maestà, nelle cui file hanno militato Ian Fleming e Graham Greene, accusa i colpi dell'età. Niente di grave, per carità. Una spia che dimentica la chiavetta Usb con i nomi top secret dei colleghi incaricati del narcotraffico sul sedile di un pullman di Bogotà, un documento sfuggito di mano, la traduzione mancata dell'idioma dei terroristi.

Tempi moderni
Dettagli insignificanti di fronte alle grandi imprese sullo sfondo dell'Impero britannico narrate dal professor Keith Jeffery nel volume «History of MI6». Ma, quando alcuni mesi fa il Foreign Office si è ritrovato le foto di famiglia del futuro direttore John Sawers allegramente taggate su Facebook, ha pensato che era ora di un restyling. Prima si è affidato al popolare social network per diffondere con il passaparola virtuale così efficace tra gli under 40 appetibili annunci di ricerca di personale («Vuoi girare il mondo, conoscere persone interessanti e rischiare la vita?»). Poi si è rivolto direttamente ai candidati interessati, sottoponendoli alla prova della verità. Con tanto di giudizio finale in perfetto stile da giornale rosa. Troppo banale? Il test è un gioco, ovviamente. Memorizzare l'identità fittizia suggerita all'inizio e rispondere senza esitazione alle domande, come se a porle fosse il nemico da depistare con false informazioni, non garantisce alcun punteggio effettivo per gli aspiranti James Bond. Ci vuole ben altro per diventare specialista del linguaggio, esperto di tecnologie oppure «deputy manager», con un salario di 26,138 sterline (circa 29 mila euro). L'obiettivo è propagandistico, rendere appetibile ai più giovani una professione antica sfidata dai prodigi della tecnologia.
«Reclutare personale attraverso colloqui e inserzioni è una tradizione anglosassone. In Italia, come in Germania o in Israele, diamo la combinazione della cassaforte solo a persone di fiducia che provengano da reparti speciali dell'esercito», spiega una fonte interna al Sismi. In Gran Bretagna, invece, il controspionaggio funziona con le regole del mercato: dal 2006 l’MI6 usa regolarmente giornali e radio per pubblicizzare offerte di lavoro e stage. Oggi, accanto al test attitudinale, il sito Internet ospita una sezione pari opportunità, dove gli aspiranti agenti segreti sono invitati a specificare il genere, l'etnia, eventuali disabilità che possano essere positivamente prese in considerazione prima del colloquio. Avete risposto correttamente a tutti i quesiti (gli stessi che pubblichiamo qui a fianco)? Il colloquio vero è proprio è a portata di mano, senza segreti. Ma non ditelo troppo in giro. Uno 007 è sempre uno 007. Per questo, oltre a omettere la destinazione finale dalle richieste di personale, i reclutatori dell'MI6 si raccomandano di non parlare con nessuno, neppure con i famigliari, della candidatura presentata. I segreti, sia pur suggellati su Internet, sono segreti. Vietato anche bisbigliarli via Twitter.

FONTE: FRANCESCA PACI (lastampa.it)