giovedì 29 ottobre 2009

Staminali, cellule embrionali trasformate in precursori di ovociti o spermatozoi


Studio Usa pubblicato su Nature si lavora su embrioni sovrannumero ottenuti dalla fecondazione assistita

Staminali umane, derivate da embrioni in sovrannumero ottenuti con la fecondazione assistita, promettono di aiutare gli scienziati a svelare i misteri dell'infertilità. I ricercatori della Stanford University School of Medicine (Usa), infatti, hanno scoperto grazie a uno studio che farà discutere come creare una scorta di cellule germinali umane, cioè i precursori di ovociti e spermatozoi, a partire proprio dalle staminali embrionali.
In laboratorio cellule germinali umane funzionanti. Lo studio descritto su Nature, spiega che le cellule ottenute dai ricercatori funzionano abbastanza bene per generare cellule spermatiche. «Dal 10 al 15% delle coppie è infertile - spiega Renee Reijo Pera, che ha condotto la ricerca - E circa la metà di questi casi è dovuta a un'incapacità di produrre ovociti o sperma». Riuscire a ricostruire le tappe della formazione delle cellule germinali, e individuare i geni coinvolti in questo meccanismo, potrebbe aprire la strada alla comprensione di molti casi di sterilità «e aiutarci a capire cosa va storto in queste persone», prosegue Reijo Pera. «Finora avevamo studiato solo i topi per comprendere i passaggi necessari alla differenziazione delle cellule germinali umane. Ma non è lo stesso. Questa è la prima prova che si possono creare in laboratorio cellule germinali umane funzionanti».
Svelare i misteri dell'infertilità. Nello studio i ricercatori hanno trattato le staminali embrionali umane con proteine note per stimolare la formazione germinale e hanno poi isolato quelle che iniziavano a esprimere i geni specifici germinali, pari al 5% del totale, identificandole perchè producevano anche una proteina di segnalazione verde fluorescente. Poi gli esperti hanno iniziato ad “accendere” e “spegnere” vari geni nel mirino, per capire che ruolo avessero nella formazione delle cellule riproduttive. Scoprendo una famiglia di tre membri con un ruolo chiave: DAZL, che agisce precocemente, DAZ1 e BOULE, che regolano le fasi più avanzate dello sviluppo. Grazie a questa scoperta i ricercatori puntano ora a svelare i misteri dell'infertilità. A partire dall'effetto delle tossine ambientali sulla differenziazione delle cellule germinali e lo sviluppo dei gameti.

FONTE: ilmessaggero.it