sabato 31 ottobre 2009

Rivoluzione dell'alfabeto sul web: al via i domini con caratteri non latini


Dal 16 novembre potrà essere usata anche la lingua cinese, indiana, araba, giapponese, coreana e russa

L'Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l'organismo che assegna e gestisce gli indirizzi su Internet, ha approvato oggi a Seul nel corso del summit annuale il piano Fast track che prevede di utilizzare sul web non più solo caratteri latini, ma anche quelli cinese, indiano, arabo, giapponese, coreano e russo. Rod Beckstrom, nuovo amministratore delegato e direttore generale dell'Icann, ha parlato di «un passo storico che porta dritto all'internazionalizzazione di Internet». Il presidente dell'organismo, Peter Dengate Thrush, ha definito il piano «il più grande cambiamento tecnico di Internet, da quando è stato inventato 40 anni fa». L'Icann stima che circa la metà degli 1,6 miliardi di utenti del web nel mondo utilizzi una lingua scritta in un alfabeto diverso da quello latino. Il progetto verrà lanciato il 16 novembre prossimo, l'Icann conta di assegnare i primi domini non latini già per la metà del 2010 visto che i test di sperimentazione sono iniziati due anni fa. Gli utenti però non dovrebbero accorgersi del cambiamento grazie ad un sistema di traduzione che consentirà ai diversi alfabeti di essere convertiti nell'indirizzo giusto.
L'internazionalizzazione dei domini arriva a pochi giorni di distanza dall'internazionalizzazione della stessa Icann, organismo creato nel 1998 e controllato dal Dipartimento del Commercio Usa: dallo scorso 1 ottobre, infatti, l'amministrazione Obama ha liberato della tutela americana l'organismo che governa la Rete mondiale. L'Icann ora dovrà tener conto anche dei suggerimenti forniti da supervisori internazionali. Probabilmente il governo statunitense temeva che prima o poi Cina, Russia e India creassero infrastrutture di Rete indipendenti e forse non è un caso che il primo atto del rinnovato Icann sia proprio il via libera alla babele di lingue e alfabeti.


FONTE: ilmessaggero.it