domenica 15 novembre 2009

Razzi spaziali, occhi elettronici ecco le 50 migliori invenzioni


La rivista americana Time stila sua annuale lista e premia il vettore che riaprirà l'esplorazione nel cosmo. Tra le tante idee rivoluzionarie e curiose, due casi italiani. E c'è uno spazio riservato alle proposte peggiori


Quarant'anni dopo l'atterraggio sulla Luna dell'Apollo 11, Time premia come invenzione del 2009 il nuovo razzo Ares I, chiamato al difficile compito di chiudere l'era dello shuttle e riaprire la strada all'esplorazione umana del cosmo. La tradizionale classifica stilata ogni anno dal magazine americano, elogia il nuovo vettore della Nasa su cui sono riposte le speranze di nuove missioni lunari e, in futuro, persino quelle legate a un viaggio verso Marte. Un prototipo dell'Ares I, il razzo più grande dai tempi del Saturn V, è stato lanciato per la prima volta a fine ottobre, ma senza "passeggeri". Nei piani dell'agenzia americana, infatti, all'Ares dovrà essere aggiunto un modulo di nome Orion in grado di trasportare un equipaggio di quattro astronauti, che garantirà ai viaggiatori una maggiore sicurezza rispetto allo shuttle. I tempi per la preparazione di una nuova spedizione sono ancora lunghi, così come le incognite, ma nei piani della Nasa l'Ares I potrebbe entrare in funzione a tutti gli effetti nel 2015. La selezione di un razzo come migliore invenzione dell'anno emerge quasi a sorpresa viste anche le abitudini diTime. Negli ultimi anni il magazine aveva sempre premiato gadget e applicazioni più vicine alle persone, premiando YouTube nel 2006, l'iPhone nel 2007 e il test casalingo del Dna 23andMe nel 2008. Dietro l'Ares, nella classifica, si possono trovare molte invenzioni che hanno attirato l'attenzione dei media. All'ottavo posto si trova il vaccino sperimentale contro il virus Hiv, al quinto c'è Natal, il sistema di controllo per i videogame proposto da Microsoft che non prevede l'uso di periferiche o joypad, ma solo i movimenti del corpo e degli arti. Molta attenzione nell'elenco è però riservato ai prodotti "verdi": un pannello di controllo per verificare i consumi della casa, un'automobile elettrica accessibile anche al ceto medio, una lampadina a basso consumo energetico e di lunga durata, ma anche prototipi unici come la monoposto di Formula 3 realizzata con scarti e vegetali e i "muri viventi", veri giardini verticali realizzati dal botanico Patrick Blanc per rivestire le pareti di edifici e palazzi.
Le invenzioni più originali. In alcuni casi non è chiaro quale miglioramento certe idee possano portare all'umanità. Tra le scelte più curiose fatte dalla rivista c'è "il re del cielo", un aeroplanino di carta che ha battuto il record di permanenza in volo e si è per questo meritato, con il suo creatore, la quarantacinquesima posizione. Non è da meno "l'occhio da cyborg" al quarantatreesimo posto, una piccola telecamera nascosta in una protesi da un regista canadese, rimasto senza un occhio dall'età di 9 anni. Potrebbe invece cambiare la vita a chi è affetto da paralisi totale, il "tweet celebrale", un caschetto con elettrodi che registrano l'attività del cervello e attraverso cui un ricercatore del Wisconsin è riuscito a spedire un messaggio di 23 caratteri, semplicemente concentrandosi sulle lettere in uno schermo.
Le preferite dal web. Le scelte della redazione di Time non sembrano essere condivise dai lettori della sua versione online. Sul sito della rivista è possibile votare ogni invenzione e, guardando i risultati parziali del sondaggio, le gerarchie ne escono stravolte. Al primo posto della "vox populi" finisce l'occhio elettronico (decimo nella classifica ufficiale), un dispositivo sviluppato dal Mit di Boston che, attraverso un chip impiantato nell'occhio e collegato a una piccola telecamera, potrebbe permettere a chi è cieco di orientarsi in una stanza e riconoscere le facce. Fanalino di coda è "ThruYou", un album musicale realizzato mixando strumenti e video singoli presi da Youtube: esperimento curioso ma valutato come non abbastanza importante dai navigatori.

FONTE: MAURO MUNAFO' (repubblica.it)