giovedì 26 novembre 2009

Guida Michelin, sei gli chef a tre stelle


Entra "Da Vittorio" a Brusaporto
E così l’Italia conquista il suo sesto ristorante a "tre stelle", il massimo punteggio che la Guida Michelin 2010 - in libreria il prossimo 26 novembre al prezzo di 23 euro - possa assegnare ad uno chef: la new entry è "Da Vittorio" a Brusaporto (Bg). Niente in confronto alla Francia che ne porta a casa quasi trenta. La mitica ’Rossà (il primo baedeker in ordine temporale ad uscire sul mercato) - presentata oggi - ha preso in rassegna 6.306 esercizi (2.392 ristoranti, 3.914 alberghi, 394 agriturismo) in 2.076 località. Il risultato - spiega la Guida - è che «in un anno difficile come quello trascorso, l’attenzione ai nuovi talenti nella ristorazione» ha portato ad aumento non solo delle tre stelle ma anche delle due (sette) e dei locali ad una stella (23). «Realtà e percorsi diversi, accomunati - prosegue la Michelin - dalla passione di chef dotati di professionalità, gusto della ricerca, tenacia e fantasia». E se - dopo Gualtiero Marchesi nel 2008 - anche Ezio Santin, chef dell’Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano, ha annunciato di voler uscire dal meccanismo dei punteggi delle Guide, resta lo stesso forte il prestigio di essere nel gotha della gastronomia italiana. Un vertice in cui c’è un altro elemento di novità: la ristorazione d’albergo «si è lasciata definitivamente alle spalle la fama di Cenerentola della gastronomia». Insomma, i grandi albergi rappresentano sempre più spesso un punto di riferimento per i gourmet. Di contro - nel gioco degli ingressi e delle uscite dall’empireo stellato della Guida - la Michelin registra - come hanno dovuto fare le altre rassegne - la chiusura del ristorante di un grande della cucina italiana: "Il Gambero rosso" di Fulvio Pierangelini a San Vincenzo (Li). Come va segnalata la persistenza delle due stelle per Gianfranco Vissani, re incontrasto, invece, per le altre Guide - Ecco comunque la lista dei sei migliori ristoranti della penisola: ’Al Sorrisò a Soriso (Novara), ’Dal Pescatorè a Canneto sull’Oglio (Mantova), ’Le Calandrè a Rubano (Padova), ’Enoteca Pinchiorrì a Firenze,’La Pergolà a Roma,’Da Vittoriò a Brusaporto (Bg). Infine la Michelin registr ben 234 ristoranti - sparsi in tutt’italia - che possono fregiarsi del simbolo ’Bib Gourmand’ che indica locali con un buon rapporto tra qualità e prezzo perchè in tempo di crisi, è bene tenere presente le compatibilità economiche.

FONTE: lastampa.it