mercoledì 23 dicembre 2009

Parte il Ponte sullo stretto, costerà 800 milioni in più


Al via la variante Cannittello. L'opera, del valore di 26 milioni di euro, elimina una interferenza ferroviaria con il futuro cantiere della torre del ponte


Il governo conferma ancora una volta la priorità assoluta del ponte sullo stretto di Messina che oggi ha visto l'avvio dei lavori preliminari da 26 milioni della "variante di Cannitello", necessari per spostare un'interferenza ferroviaria con il futuro cantiere della torre del ponte, dal lato della Calabria. Gli unici fondi che l'Anas incassa dalla finanziaria 2010 sono i 470 milioni disponibili dal 2012 e destinati alla sottoscrizione della quota di capitale della società Stretto di Messina. L'urgenza del ponte è confermata dalle procedure straordinarie per l'aggiornamento degli appalti con il general contractor e della convenzione, prima con un commissario straordinario (l'amministratore delegato di Stretto di Messina Pietro Ciucci), poi per legge, saltando la firma dei ministri Matteoli e Tremonti al decreto di approvazione. Il risultato dell'operazione che ha consentito di rimettere in moto l'opera è un aumento dei costi totali da 6.100 a 6.349,8 milioni, di cui 5.795,2 milioni per le opere e 554 milioni per oneri finanziari. A beneficiare della crescita dei costi è il general contractor Eurolink guidato da Impregilo con il 45% insieme alla spagnola Sacyr, a Condotte, alle cooperative di Cmc, al consorzio Aci e alla giapponese Ishigawa che ha curato progettazione e ingegneria: il valore del contratto è lievitato di 800 milioni, arrivando a 4.730 milioni. Un salto attribuito dalla Stretto di Messina all'adeguamento dei prezzi, all'aggiunta di opere complementari come la stessa variante di Cannitello (passata dalle competenza di Rfi a quella di Stretto di Messina), all'accordo sui risarcimenti a Eurolink per il congelamento dell'opera nel 2006.

FONTE: ilsole24ore.it