martedì 29 dicembre 2009

Saldi, si parte il 2 gennaio un "decalogo" contro le truffe


Dal 2 gennaio Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia, Palermo

Si avvicina la stagione dei saldi, particolarmente attesa in una fase di crisi economica che ha fatto registrare un calo nelle compere natalizie e di fine anno. Tra gli apripista ci saranno Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo che iniziano i saldi il 2 gennaio, il giorno seguente tocca a quelli di Trieste, il 5 gennaio Torino, Genova, L’Aquila fino al 10 del mese quando per ultimi anche i commercianti di Aosta vestiranno a saldo le vetrine dei loro negozi. A ricordare il calendario è la Confcommercio, secondo cui ogni famiglia quest’anno spenderà poco più di 400 euro per abbigliamento e accessori, per un totale di spesa di 6,1 miliardi di euro.
L’Aduc, l’associazione diritti utenti e consumatori, ha predisposto invece una sorta di “decalogo” con le dieci istruzioni principali per evitare le truffe, sempre in agguato.
1 Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato.
2 Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce di riferimento.
3 Non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale: nessuno regala niente.
4 Ricordarsi che prezzi tipo 49,90 euro vuole dire 50 euro e non 49 euro.
5 Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perchè siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat.
6 Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione può variare notevolmente e incidere sul costo finale.
7 I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalità di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di ciò che è indicato: la sua esperienza può servire a prevenire spiacevoli sorprese.
8 Essere pignoli: di un capo verificare se è di pura lana vergine o di lana, che può essere riciclata. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie.
9 Diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e colori: è molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato.
10 Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo «la merce venduta non si cambia»: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perchè difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide.

FONTE: lastampa.it