mercoledì 13 gennaio 2010

Sisma catastrofico ad Haiti: è strage


Scossa di magnitudo 7 sulla capitale Port-au-Prince: migliaia le vittime. Già partita la macchina dei soccorsi. Non risultano italiani coinvolti
PORT-AU-PRINCE
Una catastrofe. Mai un terremoto di tale portata aveva devastato Haiti, anche se per ora è impossibile valutare appieno le conseguenze del sisma che ieri sera - le 16.53 ora locale, quasi le 23 in Italia - ha colpito l’isola di Haiti e in particolare la capitale, Port-au-Prince. Si teme che i morti siano migliaia. La capitale è rasa al suolo. Sono crollati numerosi edifici pubblici, compresi il palazzo presidenziale e la sede locale delle Nazioni Unite: «Il cielo di Port-au-Prince, subito dopo il terremoto, è diventato una nuvola di polvere grigia», ha detto Henry Bahn, un funzionario Usa in missione nella capitale. Per tutta la notte s'è scavato a mani nude, al buio, perché non esiste più corrente elettrica. Le comunicazioni telefoniche sono saltate. Duecento persone sono disperse in un albergo di lusso nella capitale, il Le Montana. Dei quattro ospedali di Port-au-Prince, tre sono crollati e il quarto non riceve più feriti perchè intasato. In città sono pure già comparsi gli sciacalli, che hanno saccheggiato un supermercato crollato. E la terra continua a tremare: si sono contate 33 scosse in 10 ore, l'ultima delle quali stamane, quando in Italia erano le 8,23. Al momento non risultano italiani coinvolti. L’Unità di crisi della Farnesina sottolinea però che «la mancanza di informazioni non vuol dire che non ce ne siano». Gli Stati Uniti si sono mobilitati per inviare i primi soccorsi e moltissime nazioni preparano aiuti, dal Venezuela e Santo Domingo fino ad Israele e all'Australia. Dall'Italia parte un primo aereo della Protezione civile mentre a Bruxelles in una riunione d’emergenza dell’esecutivo Ue s'è deciso di stanziare subito 3 milioni. Intanto la Francia ha fatto partire due aerei con soccorritori e materiale - uno dalla Martinica e uno da Marsiglia -, la Germania ha stanziato un milione, e la Federazione Internazionale della Croce Rossa ha convocato una riunione di emergenza a Ginevra. L'Unicef e "Save the children" si stanno muovendo per i bambini. Il presidente di Haiti Renè Preval e la first lady Elisabeth Debrosse Delatour sono scampati al terremoto: l' ha reso noto l’ambasciatore di Haiti negli Usa Raymon Alcide Joseph, secondo il quale «si tratta di una catastrofe colossale. Questo è il giorno peggiore nella storia di Haiti». Il sisma, di magnitudo 7.0, è il più violento dal 1770 secondo i dati forniti dall’Usgs, l’Istituto di Geofisica americano. Il terremoto principale, seguito da diverse scosse di assestamento di magnitudo superiore a 5, si è prodotto alle 16.53 locali con epicentro a 15 chilometri ad ovest dalla capitale Port-au-Prince (due milioni di abitanti) e a una profondità di 8 chilometri. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha espresso solidarietà e ha manifestato profonda preoccupazione per i numerosi componenti dello staff delle Nazioni unite, di cui non si hanno notizie. Sono morti tre caschi blu giordani e otto cinesi, e risulta fra i dispersi anche il capo della missione, il generale Carlos Alberto dos Santos Cruz, di nazionalità brasiliana. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è intervenuto neppure un’ora dopo il sisma per esprimere il suo cordoglio: «I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutti coloro che sono stati colpiti», ha dichiarato. «Seguiamo la situazione da vicino e siamo pronti ad andare in aiuto del popolo di Haiti». L’Onu è presente ad Haiti dal 2004 con una forza di stabilizzazione di 9.000 uomini che ha contribuito alla riduzione della violenza in quello che è il paese più povero del continente americano.

FONTE: lastampa.it