sabato 13 febbraio 2010

Tracce di materia oscura sulla Terra


Ricercatori in Minnesota hanno intercettato due segnali che potrebbero indicarne la presenza

In una vecchia miniera abbandonata nel nord del Minnesota alcuni scienziati hanno dichiarato di aver rilevato, per la prima volta in maniera diretta, particelle di materia oscura. In particolare hanno visto due eventi in un anno. Il ché è tantissimo, anche se non è abbastanza nel linguaggio della scienza. Il Professor Joodi Cooley, della Southern Methodist University di Dallas, ha finalmente illustrato gli ambiziosi risultati della CDMS (Cryogenic Dark Matter Search), sostenendo: «E’ stato un momento molto difficile, ma anche emozionante».

QUELLA OSCURA MATERIA OSCURA – Come suggerisce il nome stesso, questo gruppo di ricerca si occupa di materia oscura, invisibile, ovvero di quella quota dell’Universo che non viene vista e di cui si sa poco o nulla. In particolare solo il 5 per cento dell’Universo è composto da materia (particelle massive), come gas, stelle, galassie e pianeti, ed è percepibile con i nostri occhi e con i nostri strumenti. Poi c’è un 70 per cento invisibile, chiamato energia oscura. La materia oscura rappresenta un altro 25 per cento della composizione dell'universo. Cosa sia esattamente questa fetta di Universo non è dato saperlo, e non a caso viene definita oscura. I fisici sanno solo che è non barionica e non ha interazione elettromagnetica con la materia ordinaria, il resto della gente (i non fisici si intende) probabilmente non ha neppure gli strumenti conoscitivi per concepirne il significato. Quello che si può dire è che si tratta di un concetto molto ostico, ma essenziale a spiegare la composizione dell’Universo e alcuni fenomeni. Per esempio l’osservazione delle galassie a spirale ha fatto notare agli astrofisici che la loro velocità di rotazione è molto maggiore di quella suggerita dalle leggi Newtoniane dei corpi celesti e questo fa ipotizzare che esista molta più materia di quella percepibile. L’ESPERIMENTO – L’esperimento CDMS ha utilizzato, al posto dei gas nobili, un rivelatore fatto di cristalli di germanio e silicio criogenizzati, messo al riparo da sorgenti di rumore, essendo sotto un profondo strato di roccia, per impedire ai i raggi cosmici (ovvero le particelle cariche provenienti dallo spazio sulla Terra) di raggiungerlo.

FONTE: Emanuela Di Pasqua (corriere.it)