venerdì 12 marzo 2010

Più vicina la batteria "eterna" che si ricarica col movimento


Nokia ha brevettato un sistema che sfrutta il movimento del telefonino per alimentarsi. Per ora è troppo voluminoso per pensare di andare in produzione. Ma in futuro...


MIKE Lazaridis, presidente della Research in Motion, ovvero il colosso che sta dietro BlackBerry, lo aveva detto chiaro e tondo: "Il futuro non sarà di chi lancerà lo smartphone più hi-tech, ma di chi riuscirà a produrne uno stabile e con batterie che finalmente durino davvero". Insomma, le magie dell'iPhone vanno bene, per carità, ora però bisogna trovare un sistema che eviti di doverlo collegare ad una presa elettrica ogni giorno. Cosa vera per tutti gli smartphone: sfruttarli davvero navigando sul Web, accendendo il wi-fi o il gps, o usandoli come lettori video o mp3, significa dover cercare una presa di corrente ogni sei ore. E così pare che alla Nokia stiano sviluppando un sistema - che ne frattempo hanno brevettato - per alimentare i cellulari con il movimento, un po' come accade con gli orologi cinetici che una volta indossati al polso non hanno più bisogno di ricarica. O almeno è questo che sostengono diversi blog, che online hanno pubblicato i primi, scarni, dettagli della nuova tecnologia made in Nokia. Peccato che dovendo sostenere il consumo dello schermo tattile, del wi-fi, bluetooth e gps, il dispositivo per ora sembra sia troppo voluminoso, complesso, caro da produrre. Ma è ovvio che si tratta di una frontiera importante, perché chiunque trovi una soluzione adeguata al consumo delle batterie degli smartphone avrà in mano l'intero settore dei cellulari di domani. Non a caso ci stanno lavorando in tanti affrontando il problema da diverse angolazioni, dalle batterie al metanolo della Toshiba alle nanobatterie della Sony. Finora però nessuno è riuscito a mettere in produzione qualcosa che funzioni davvero e abbia un prezzo accettabile. Nel frattempo alla Nokia non commentano. O quasi. In una nota della casa finlandese si legge infatti: "Registriamo ogni anno mille brevetti e il settore delle batterie è da sempre un aspetto cruciale per noi. Ma non possiamo discutere di invenzioni che non necessariamente diventeranno prodotto". E questo significa o che non hanno la più pallida idea di quel che i blog hanno scoperto, oppure che son cose così sperimentali che non sanno nemmeno loro se mai riusciranno a cavarne qualcosa di utile.

FONTE: Jaime D'Alessandro (repubblica.it)