venerdì 2 aprile 2010

Allergie, la colpa è dello smog Le piante producono più pollini


Elide Pastorello, direttore della Struttura complessa di Allergologia e Immunplogia dell'ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano, sfata ogni dubbio sul fatto che l'inquinamento peggiori i problemi allergologici. Ecco come difendersi.

IL BILANCIO è preoccupante, l'inquinamento sta avvelenando la natura e l'uomo. Peccato che alla fine tocchi proprio a noi pagare due volte il conto: quello delle reazioni del nostro sistema immunitario, stressato dagli agenti irritanti che respiriamo, e quello dovuto all'aumento di 'aggressività' delle piante che, come difesa naturale, reagiscono all'avvelenamento dell'aria producendo pollini come se piovesse.

Oleacee e cupressacee sono solo un esempio delle nuove, crescenti aggressioni polliniche comparse più vigorose lo scorso anno e ora da tenere sotto controllo. La stagione è ancora 'giovane' ed è presto per fare previsioni, ma una cosa è certa: non si può più abbassare la guardia. Ne parliamo con Elide Pastorello, professore in Allergologia e Immunologia clinica all'Università di Milano e direttore della Struttura complessa di Allergologia e Immunplogia dell'ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano.

Allergie e inquinamento, qual è il loro legame?

"E' ormai sicuro che l'inquinamento peggiora i problemi allergologici. In parole povere è come se mettesse l'organismo in un costante stato di preallarme: agisce infatti direttamente sul sistema immunitario dell'individuo predisponendo i linfociti T a una maggiore reattività con gli allergeni. Inoltre irrita e infiamma le mucose respiratorie aumentando l'assorbimento degli allergeni. Ma non solo. I fattori inquinanti determinano anche un aumento della produzione dei pollini in natura".

In che modo?

"Stimolano il sistema di difesa delle piante attraverso l'espressione di nuove proteine allergeniche nel polline. E' così che la pianta reagisce agli attacchi di stress ambientale. Per esempio, è stato dimostrato scientificamente che in condizioni di stress il cipresso sviluppa nuovi allergeni nel polline. Lo stesso succede alle graminacee e ad alti tipi di piante".

Sul fronte farmacologico, ci sono nuove armi per combattere le allergie?

"Sì, proprio negli ultimi anni c'è stato un grande sviluppo della prevenzione che per le allergie viene fatta con l'immunoterapia specifica, cioé con le vaccinazioni. Sono stati completati importanti studi internazionali seguendo le linee guida dell'Emea, che hanno permesso di realizzare e registrare nuovi vaccini standardizzati assolutamente sicuri ed efficaci. La via della registrazione a livello europeo ha finalmente messo ordine nella produzione e nella qualità dei vaccini. E questa procedura di prevenzione è entrata nella mentalità dei medici di base e degli specialisti".

Quindi la vaccinazione - prima dei periodi di fioritura - deve essere considerata l'arma principale nella guerra alle allergie. Ma per le manifestazioni inaspettate, quando ormai non si fa più in tempo a mettere in campo la prevenzione?

"In quel caso si deve ricorrere ai corticosteroidi per via inalatoria, che oggi presentano sempre minori effetti collaterali, e agli antistaminici. Quelli dell'ultima generazione sono estremamente sicuri, non passano la barriera ematoencefalica e non danno problemi. E per i casi di asma allergico grave, riscontrati soprattutto nelle donne in età fertile, ci sono le terapie anti-Ige".

Le allergie creano problemi a un numero crescente di persone, ma c'è anche un rovescio della medaglia?

"Sì. Abbiamo da poco terminato un lavoro di ricerca in collaborazione con l'istituto neurologico Besta che ha dimostrato che l'allergia può contrastare lo sviluppo di alcune gravi malattie oggi in aumento. In particolare, abbiamo visto che nella donna è molto più alta la presenza di sclerosi multipla nei soggetti non allergici che in quelli allergici, come se l'iperattività Ige proteggesse dalla degenerazione cerebrale. In letteratura inoltre, è consolidata l'osservazione che la presenza di allergia protegge da alcuni tipi di tumori in aumento come quello del pancreas. Sarebbe bello poter dar ragione a un vecchio proverbio che sostiene che 'non tutti i mali vengono per nuocere'".

CHI E' ELIDE PASTORELLO

ELIDE Anna Pastorello si laurea in Medicina col massimo dei voti e lode all'Università di Milano dove si specializza in Cardiologia e in Allergologia e Immunologia Clinica. Dirige la Struttura complessa di Allergologia e Immunologia dell'ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. E' professore associato di Allergologia e Immunologia Clinica all'Università di Milano. Ricercatore dal 1980 al 1992. Responsabile presso il Policlinico di Milano del Centro di riferimento regionale per la prevenzione, diagnosi e cura delle allergopatie dal 1996 al 2004. Ha pubblicato più di 200 lavori scientifici su riviste internazionali con Impact Factor. Oltre 300 tra abstract, atti congressuali, capitoli di libri e articoli su riviste nazionali e internazionali.

FONTE: Maurizio Maria Fossati (quotidiano.net)