mercoledì 14 aprile 2010

Lazio Marines nuovamente vincenti


Rhinos Milano 14 – Lazio Marines 34

Gli SS Lazio Marines, con una prova davvero maiuscola della difesa, espugnano il Velodromo Vigorelli battendo i Rhinos Milano per 34 a 14. E' la seconda volta che accade dal 2007, quando con una trasferta rocambolesca in treno dopo aver perso l'aereo, i biancocelesti si imposero anche quella volta su un campo storico del football italiano.

Le squadre partono lente e si studiano per oltre un quarto di gioco: nessuna delle due squadre sembra in grado di prendere l’iniziativa sull’altra anche se da sponda laziale il gioco in attacco c’è e si vede, ma non decolla, mentre i milanesi fanno il proprio gioco, incentrato sul talentuoso RB americano e questo sembra il preludio ad una delle solite sfuriate di Jason Butler per dare il via ai fuochi d’artificio.

Solo nel secondo quarto si sbloccano le marcature e al primo errore della secondaria milanese sono proprio i Marines ad andare in vantaggio, 6-0 per la mancata trasformazione, e quindi Rhinos a rincorrere: dopo un drive che li ha portati a ridosso dell'endzone, i biancocelesti vanno a segno con un td pass di 2 yds di Vogelbach su Morton (trasformazione no good). Milano passa al contrattacco ed è spettacolare la corsa di Butler che per 51 yds porta la palla fino in meta e con la trasformazione di Scirè il risultato diventa 7-6 per i milanesi.

Palla ai Marines che con l'offense macina yards riportandosi a ridosso della zona rossa: è con una annunciatissima e prevedibilissima qb sneak di 2 yds che i laziali vanno a chiudere con successo il drive, buono anche il tentativo di trasformazione da 2 punti con un td pass su Morton.

A questo punto la partita si incendia ed i Rhinos non hanno neanche il tempo di esultare per il vantaggio, e con soli 47 secondi sul cronometro, che i Marines trafiggono ancora un’afflitta difesa milanese, che fino a questo momento era stata molto attenta su ogni situazione: 14 a 7 per i Marines grazie alla trasformazione da 2 portata a termine.

Ma anche i Marines non hanno tempo per esultare, in 20 secondi i Rhinos partendo dalle proprie 9 yards riescono a mandare in orbita Butler per una ricezione da paura e con l’ultima azione, a 5 secondi dal termine, il pass per Gabriele Arioli vuol dire pareggio, si va all’intervallo sul 14-14 con l’idea che la partita si possa essere finalmente sbloccata, e con la previsione di un godibile secondo tempo.

Nel terzo quarto nella seconda metà di gioco entra in campo solo la squadra dei Marines con un buon lavoro di entrambe le difese mentre il gioco d’attacco dei milanesi rimane nullo, con Brock Smith lancia più intercetti che completi, le linee non riescono più ad aprire buchi a causa dello splendido lavoro della difesa Laziale che ben contiene il gioco di corsa dei Rhinos, con Butler più utile in difesa che in attacco, mentre i giocatori in maglia bianca riprendono con calma da dove avevano lasciato il primo tempo, tessendo il loro gioco d’attacco con piccole corse e lanci millimetrici. riuscendo ad andare a segno con un lungo drive che porta l'offense vicino alla metà: è una breve corsa del solito Francesco Gaudio a far muovere il punteggio in favore degli ospiti (ok la trasformazione).

La partita è ancora totalmente aperta quando inizia il quarto quarto, ma mentre Milano si spegne i Marines si assicurano la vittoria andando a segno prima con un grande td pass di 63 yds di Pratesi (ok la trasformazione), poi con un intercetto riportato direttamente in meta di Cerratti, è sempre lui poi a trasformare il punto addizionale.

I Rhinos scompaiono e lo dimostra anche l'onside kick ricoperto dai Marines che riescono quindi a riconquistare la palla e a far correre il tempo quel tanto che basta per impedire ogni speranza ai padroni di casa.

I Marines ritornano prepotentemente in carreggiata per la corsa playoff, per i Rhinos invece l’ennesimo anno che parte con 0-2, con l’aggravante che in questa partita non si è avuta la minima impressione che la squadra in attacco stesse sapendo cosa fare.

Per i milanesi è già un bivio, una sconfitta contro Bologna nel prossimo turno potrebbe voler dire addio ai playoff con 2 mesi di anticipo.

Fonte : www.lazio-marines.com, www.ifleague.it, www.touchdown.it

Gli altri incontri della 4° giornata

WARRIORS 34 – ELEPHANTS 41

Gli Elephants si candidano a seria pretendente ai playoffs, mentre i Warriors con un tabellino 0 - 3 e un organico di tutto rispetto non potranno più fare passi falsi.

HOGS 47 – GIANTS 0

I Campioni d'Italia allo sbando e con moltissimi giocatori infortunati vengono sbatacchiati dai porcellini Reggiani.

LIONS 38 – DOLPHINS 32

Gli elmetti oro vincono soffrendo una partita che avevano già praticamente chiuso, allentando la presa nel finale lasciano ai Dolphins la possibilità di rimontare.

Questa piattaforma è un albergo


«Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino». L'indirizzo da favola per l'isola che non c'è non è poi così utopico. Senza per forza dover essere Peter Pan un'idea precisa ce la si può fare alla Triennale di Milano. Si chiama Temporary Islands il progetto avveniristico ideato e creato dell'architetto israeliano Ronen Joseph per la trasformazione delle piattaforme petrolifere fuori produzione in alberghi, questi sì, da molte stelle.
Occorre solo aver un po' di pazienza per addentrarsi e farsi trasportare "alla deriva" (per ora solo in rendering) di questo "sottomarino a mezz'aria", che è anche una "nave ancorata al largo" e un po' una "terra emersa" con l'intento preciso di far da "elegante lido del relax". Il progetto promosso da eni per ora «si configura come un esercizio creativo e non implica una sua reale applicazione» ci tengono a precisare. Eppure l'idea di viaggiare tra abissi e cielo, andando su e giù fra i piani di queste zattere grattacielo appare molto concreto. Ronen Joseph si è sperimentato nello sviluppo di tematiche innovative legate al «recupero e al riutilizzo sostenibile di installazioni petrolifere come le piattaforme, in modo da fornire suggestioni al dibattito sul loro riutilizzo una volta dismesse». Temporary Islands, esposto alla Triennale fino al 19 aprile, si fa così concept ideale della piattaforma-hotel. Tra chi pensa di catapultare nello spazio i rifiuti e chi cerca su altri pianeti risposte alla carenza di spazi ecco si materializza un'idea. Linee guida imprescindibili sono l'attenzione al recupero e la sperimentazione architettonica nel solco di «sostenibilità, creatività e capacità di immaginare il futuro». Vero è che lo smaltimento o la riconversione di piattaforme giunte a fine produzione è da tempo materia di studio da parte del mondo della ricerca. La vita media delle piattaforme oscilla tra i 10 e i 30 anni, dopo i quali si pone la questione dello smaltimento di una considerevole quantità di materiali. Il ripristino o la riconversione di una piattaforma, sottoposta agli adeguati interventi di bonifica e riqualificazione, permetterebbe di immaginare nuovi usi per le strutture esistenti. Il progetto ipotizza anche, sotto le piattaforme, la creazione di un "giardino marino" per il recupero del suolo che fa da base e contraltare ai giardini terrazza sospesi fra panorami da urlo. «Le piattaforme in disuso sono di varia forma, dimensione, estensione, altezza e fattura. Ogni progetto deve quindi essere valutato e studiato singolarmente» ci spiega Ronen Joseph che già vi immagina spazi dedicati a un esclusivo resort o, perché no, un museo galleggiante a contatto diretto col mare e i suoi tesori» e magari la pista d'atterraggio dell'elicottero dedicata «a un concerto». Il tutto con vista, nenache a dirlo, per un soggiorno da favola.

FONTE: Stefano Biolchini (quotidiano.net)