sabato 17 aprile 2010

Su Titano può esserci la vita. Gli alieni? Che pessimo odore


Nuove ipotesi sulla presenza di microorganismi sulla più grande luna di Saturno: è possibile, ma la loro chimica renderebbe poco piacevole qualunque contatto con l'ambiente degli uomini


UN INCONTRO ravvicinato con gli alieni potrebbe essere tutt'altro che piacevole: è la novità contenuta in una ricerca finanziata dal Massachusetts Institute of Technology. Secondo gli studiosi, la chimica alla base della vita di eventuali organismi extraterrestri conferirebbe loro un odore orribile e renderebbe la loro stessa presenza in un ambiente comune potenzialmente letale per gli esseri umani. L'ipotesi, sviluppata studiando la più grande luna di Saturno, Titano, sarà presentata dall'astrobiologo William Bains martedì 13 aprile in Scozia, a Glasgow, nel convegno britannico di Astronomia. "La vita ha bisogno di liquidi", spiega Bains. "Perciò se su Titano ci sono forme di vita, queste devono basarsi sul metano liquido e non sull'acqua. Ciò significa che l'intera chimica è radicalmente diversa". L'ipotesi di Bains aggiunge nuovo fascino a Titano, che nelle immagini inviate dalla sonda europea Huygens nel gennaio 2005 aveva stupito con il suo paesaggio di monti, fiumi e laghi di metano. Due volte più grande della nostra Luna e con una atmosfera opaca, arancione e ghiacciata, è lontanissimo dal Sole (10 volte in più rispetto alla Terra). E' freddissimo, con una temperatura di superficie di -180 gradi. Le uniche sostanze presenti allo stato liquido sul suo suolo sono metano ed etano. Esperto di biochimica in ambienti estremi, Bains è arrivato a descrivere i microrganismi che potrebbero vivere su Titano partendo dalle molecole compatibili con un metabolismo dipendente dal metano. Molecole del genere, spiega, "devono basarsi su una varietà di elementi più vasta rispetto a quella delle molecole terrestri. Dovrebbero anche essere molecole più piccole e più reattive chimicamente". Per essere solubili nel metano liquido non devono avere più di 6 atomi (contro i 10 delle molecole terrestri). La rosa delle possibilità si è così ristretta a circa 3.400 molecole, fra cui carbonio, azoto, ossigeno, zolfo e fosforo. E' stata una selezione non banale: "è stato come cercare poche assi per costruire un tavolo in un gigantesco deposito di legname". Inoltre, aggiunge Bains, "bisogna considerare diversi tipi di legami e che gli elementi possono assumere forme instabili e insolite sulla Terra". L'energia, secondo Bains, è un altro fattore che potrebbe influenzare la vita su Titano. Con una luce solare pari al 1% di quella che arriva sulla Terra, l'energia su Titano è una risorsa preziosa. "Possiamo immaginare organismi che crescono molto lentamente, come i licheni. L'astrobiologo conclude osservando che "alieni come questi potrebbero dare filo da torcere a Hollywood". Uno solo di questi organismi, trasportato in un ambiente adatto alla vita umana, potrebbe esplodere e incendiarsi, sprigionando fumi capaci di uccidere tutti i presenti. "Avrebbero anche un odore orribile", avverte Bains. Insomma, niente di molto poetico. Ma il ricercatore crede che le sue ipotesi conferiscano maggiore fascino alla ricerca di forme di vita extraterrestri: "Non sarebbe triste se gli organismi alieni presenti nella galassia fossero esattamente come noi".

FONTE: repubblica.it