venerdì 7 maggio 2010

Salvatore De Maio (La Destra): Francesco Storace è una persona pulita.

Il candidato alle ultime elezioni regionali del Lazio, si dichiara sorpreso sulla recente condanna inflitta a Francesco Storace per l'intrusione nei computer dell'anagrafe, esternando la sua fiducia nell'operato della Magistratura.


"Conosco profondamente la criminalità in tutte le sue forme, chi sbaglia deve sempre pagare, ma conosco bene l'uomo FRANCESCO STORACE, in lui ho visto, conosciuto e sperimentato la serietà, la voglia e l'interesse di operare politicamente per il bene comune, se ci guardiamo intorno ci sono delinquenti pericolosi in libertà, stimati e rispettati soprattutto in ambienti politici, LUI NON LO E'. Da cittadino e uomo di legge, ho estrema fiducia nella giustizia Italiana, sono convinto che la Magistratura, nel processo di appello potrà stabilire la verità e capovolgere questa sentenza facendo chiarezza sull'accaduto e sulla vera responsabilità oggettiva dei singoli imputati. Al politico e all'uomo FRANCESCO STORACE, coerente e sempre disposto ad aiutare chiunque, di qualsiasi parte politica, VA LA MIA PERSONALE STIMA E SOLIDARIETA".

Nota per la Stampa


Bollino blu al supermercato lista delle sostanze a rischio


Torino, per prima, si adegua alle norme Ue . Sicurezza alimentare: Coop e Crai schedano oltre 900 componenti


Un passo avanti verso la "democrazia alimentare", per aiutare i malati di allergie a entrare al supermercato e a leggere etichette davvero trasparenti e sicure. È la prima tappa del progetto che la Scuola di sicurezza alimentare di Torino (che fa parte della Fondazione per le Biotecnologie), insieme alla Rete di Allergologia piemontese e a due grandi imprese di distribuzione, Coop e Crai, presenterà nei prossimi giorni: oltre 400 prodotti "a marchio" per un totale di 940 componenti schedati e resi evidenti anche quando sono presenti in piccolissime quantità. Dal codice a barre sarà così possibile risalire, attraverso lettori-totem nei negozi ma anche dal computer di casa e tra breve sul telefonino (la Themis sta lavorando per creare una nuova applicazione disponibile anche sui telefoni a basso costo) a tutti, ma proprio a tutti, gli ingredienti di un certo alimento, confrontandoli con la propria allergia e ottenendo risposte certe. Non bastano infatti i generici annunci ormai presenti su molti pacchetti di dolci o di pasta, come "senza glutine" o "senza latte", occorre essere certi che nel prodotto non siano rimaste neppure "tracce" delle sostanze che - negli allergici gravi - potrebbero comunque provocare conseguenze. È sufficiente infatti che uno stabilimento cambi linea di produzione, inserendo merendine o altri prodotti da forno privi di latte sugli stessi impianti che in precedenza hanno lavorato alimenti che lo contenevano, per creare una "contaminazione" e dunque le potenziali reazioni dei malati. In un futuro non troppo lontano, parole ancora ambigue tuttora presenti nelle etichette, come "può contenere tracce di..." dovranno sparire: la Commissione europea sta lavorando per un regolamento generale che tuteli i consumatori non soltanto dai potenziali rischi per la salute ma anche da frodi o omissioni che danneggiano prima di tutto il portafoglio. Nel frattempo però chi è davvero allergico - fino al 6 per cento dei piccoli tra 0 e 10 anni, il 3 per cento circa di adulti e ragazzi - ha bisogno di qualche sicurezza in più, e di poter fare la spesa al di fuori dei circuiti specializzati. "L'esperimento che parte da Torino è importantissimo - dice Marco Bordoli, amministratore delegato di Crai - perché ci consentirà tra l'altro di misurare le risposte del consumatore a iniziative di trasparenza che richiedono la sua partecipazione. Siamo già all'avanguardia sul fronte della celiachia, presto speriamo di essere pronti su tutti i diversi temi nutrizionali: è giusto e moderno che ogni cittadino trovi vicino a casa un negozio dove può comprare tutto ciò che gli serve tutelando nello stesso momento la sua salute". Maurizio Galimberti, medico e responsabile delle rete allergologica piemontese, aggiunge: "Spesso le etichette contengono il vero elenco degli ingredienti, ma utilizzano termini che non tutti sono in grado di comprendere, come frutta a guscio, oppure codici che riguardano addensanti e coloranti. Alcune quantità molto basse sono tollerate dal 95 per cento degli allergici ma non da tutti, ecco perché è importante rendere davvero accessibili le informazioni".

FONTE: Vera Schiavazzi (repubblica.it)