mercoledì 19 maggio 2010

Sicurezza e Difesa: Il PSD incontra il presidente della Commissione Consiliare per la Sicurezza urbana del comune di Roma


Il 14 maggio presso gli uffici del Consiglio Comunale di Largo Lamberto Loria in Roma, una delegazione del PSD Lazio ha incontrato l'on. Fabrizio Santori, presidente della Commissione Consiliare per la Sicurezza urbana con il quale hanno discusso su importanti problematiche i cui effetti hanno ricadute significative sia in ambito sociale che nell'ambito del comparto Sicurezza e Difesa. All’incontro hanno partecipato la dott.ssa Stefania Arduini, il Segretario PSD della regione Lazio Guglielmo Simbula, ed i Delegati azionali del PSD Alessandro Nanni (Polizia di Stato) e Giuseppe Miceli (Guardia di Finanza). Il primo punto affrontato verteva su una segnalazione pervenuta dalla componente "Difesa" degli iscritti al PSD regione Lazio, che riguarda le mancate agevolazioni e le revisioni delle tasse scolastiche e dei punteggi per accedere alla scuola materna dei cittadini militari non residenti nel comune di Ciampino, ai quali viene applicata la tariffa massima sui servizi scolastici statali, rispetto ai cittadini residenti, senza tenere conto dell'I.S.E.E. . Il PSD ha fatto notare l'incongruenza delle delibere comunali che penalizzano il cittadino-militare che per motivi di servizio risiede a tempo determinato in un luogo diverso da dove ha fissato la propria residenza, soprattutto in considerazione del fatto che per altri servizi essenziali (fornitura di energia elettrica e gas) basta un semplice attestato di servizio rilasciato dal proprio comando per vedersi riconoscere dalle società erogatrici la "tariffa residente". Sono stati affrontati inoltre numerosi altri temi: quelli relativi alle proposte per un edilizia agevolata per le forze dell’ordine, la sicurezza stradale, l’aumento del fenomeno del bullismo nelle scuole romane. Si è discusso su modelli alternativi di aggregazione sociale attuando anche corsi per sensibilizzare i giovani al senso civico. A tale scopo è stato proposto di creare un team itinerante, formato da psicologi, sociologi, giuristi, medici e forze dell’ordine, con lo scopo di informare i ragazzi sui pericoli derivanti dall’abuso di alcol e droga, ma anche dalle insidie più subdole, come la pedofilia e le cautele da usare nell'uso di internet. Sul fronte della sicurezza pubblica, il PSD ha sollevato il problema della geolocalizzazione dei presidi delle forze dell’ordine, cercando la soluzione migliore per allocare i nuovi ottenendo una maggiore copertura del territorio migliorando e agevolando il rapporto con il cittadino. ”Tematiche così diverse e importanti”- ha affermato Santori – “da richiedere una modalità di lavoro specifica e ad hoc da attuarsi mediante la creazione di un formale tavolo di lavoro il quale, ancorchè non istituzionale, garantisca nel tempo un analisi specifica e dettagliata di ogni situazione”. Con le parole dell’on. Santori si è aperta formalmente una collaborazione “esterna” tra la commissione per la Sicurezza e il PSD, con l'obiettivo comune di promuovere la legalità dando voce al cittadino creando una sinergia tra quest’ultimo e le istituzioni.

FONTE: Monica Ferdinandi (addetta Stampa del Partito per gli Operatori della Sicurezza e Difesa)

Sentenza Diaz: "Giustizia è fatta". "No, è vendetta no global"


Milano - La sentenza della Corte d’appello, che ha ribaltato quella di primo grado sull’irruzione nella scuola Diaz condannando anche i vertici della Polizia di Stato, ha suscitato una forte contrapposizione anche a livello politico, com'era inevitabile. C'è chi parla di trionfo della legalità, contro i soprusi delle forze dell'ordine, e chi, invece, sottolinea come la sentenza sia, in un certo senso, una "vendetta dei no global". E' molto difficile, nelle reazioni politiche, trovare posizioni moderate. Intanto il governo, attraverso il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, fa sapere che i "poliziotti resteranno al loro posto", confermando la "piena fiducia del Viminale".

Mantovano: piena fiducia ai poliziotti "Questi uomini hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del ministero dell’Interno", commenta il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. Quella della corte d’Appello di Genova, aggiunge il sottosegretario, "è una sentenza che non dice l’ultima parola, in quanto afferma l’esatto contrario di quanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andrà al vaglio della Corte di Cassazione". Questo non significa, prosegue "che alla Diaz non sia successo nulla, ma la sentenza di primo grado aveva individuato delle responsabilità e distinto le varie posizioni". E dunque, sottolinea Mantovano, sono "ragionevolmente convinto che la Cassazioneristabilirà l’esatta proporzione di ciò che è successo, scioglierà ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza che oggi si trovano in questa situazione". I funzionari della Polizia di Stato, conclude, "resteranno quindi al loro posto, che non si limitano ad occupare, svolgendo il loro ruolo con grande responsabilità e dedizione, rispetto al quale ci può essere solo gratitudine da parte delle istituzioni".

Maroni: sottoscrivo le parole di Mantovano "L'opinione ufficiale del Viminale é stata già espressa dal sottosegretario Mantovano. La sottoscrivo al 100%, non ho niente da aggiungere se non ribadire la fiducia per le persone che sono state coinvolte e confermare le opinioni espresse e le valutazioni del Viminale", ha detto anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle condanne. Maroni ne ha parlato a Bari dove ha tenuto una conferenza stampa a conclusione della riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia delle province di Bari e Foggia. Alla riunione ha partecipato, tra gli altri, anche il capo della polizia, Antonio Manganelli.

Parti lese: rispetto diritti "Siamo lieti di constatare che la magistratura italiana ha corretto l’ingiusta sentenza del novembre 2008 e ha riconosciuto il coinvolgimento, le intenzioni delittuose e le connivenze dei capi della polizià": inizia così un comunicato stampa scritto dalle parti lese del processo Diaz sulla sentenza d’appello. "Adesso si conoscono i fatti e anche l’opinione pubblica italiana verrà a conoscenza di quanto avvenuto nel corso della macelleria messicana presso la scuola Diaz - continua il comunicato di due pagine fortemente voluto dalle vittime straniere e rivisto passo per passo con i loro legali - siamo convinti che il blitz alla Diaz sia l’esempio lampante del controllo politico sistematico esercitato sulle forze dell’ordine dal ministero dell’interno. Possiamo sperare che la sentenza Diaz costituisca un forte messaggio a tutti i funzionari di polizia affinchè rispettino i diritti di ogni singolo cittadino italiano".

FONTE: ilgiornale.it