venerdì 21 maggio 2010

Il Sacrificio del Dovere – Quel Giorno a Chilivani


Verrà presentato domani il libro di Piero Antonio Cau

Domani, sabato 22 maggio 2010 ore 11.00, presso la sala convegni del centro giovani di corso europa del Comune di Assemini (CA) paese nativo dell’autore, si svolgerà la interessante manifestazione per la presentazione del libro “Il sacrificio del dovere, quel giorno a Chilivani” scritto da Piero Antonio Cau giornalista e scrittore. Trattasi della strage avvenuta in Sardegna il 16 agosto 1995 e vennero uccisi l’appuntato dei carabinieri Ciriaco Carru e Walter Frau durante lo svolgimento del proprio dovere, per scongiurare una rapina nella piana di Chilivani, - località in provincia di Sassari. L’appuntato Ciriaco Carru e Walter Frau, decorati con Medaglia d’Oro al Valor Militare, sono testimoni esemplari delle gloriose tradizioni dell’Arma, alimentate dalle gesta di tanti eroi, sacrificatisi in pace ed in guerra, in servizio d’ordine pubblico o in battaglia, sempre per l’Italia e per la giustizia. Il libro è stato patrocinato dal Ministero della Difesa; Ministero dell’Interno; Presidenza della Regione Lazio; Provincia di Roma; Regione Autonoma della Sardegna. Saranno presenti qualificate ed autorevoli relatori, In rappresentanza la scuola media di Assemini tutta la cittadinanza invitata ufficialmente dal comune di Assemini, che con delibera ha promosso l’iniziativa per comunicare quei valori indelebili ai giovani studenti delle scuole medie. Tutta la giunta comunale è stata concorde a questa iniziativa, e ne ha coinvolto tutte le istituzioni compreso tutto il paese Assemini. Sono state invitate tutti gli organi di informazione. Il sindaco introdurrà i lavori come rappresentante dell’amministrazione Comunale.

FONTE: Carabinieri d'Italia Magazine

Processo di Nassiryia alle battute finali


Si è tenuta ieri, presso la 1^ sezione del Tribunale Penale Militare di Roma, un'altra accessa udienza dibattimentale, dopo quella del 19 maggio, durante la quale prese parte uno dei Carabinieri superstiti dopo l'attacco terroristico

Ieri si è svolta un’altra udienza del processo nei confronti del Colonnello DI PAULI, per il reato colposo di distruzione o sabotaggio di opere militari in merito all’attentato di Nassiriya, avvenuto il 12 novembre 2003.

Durante la seduta sono intervenute le due parti civili dei famigliari delle vittime, rappresentate dall’Avvocato TARTAGLIA e dall’Avvocatessa CONTE i quali hanno sostenuto che le gerarchie militari erano impreparate a garantire la massima sicurezza agli uomini dell’Arma di stanza a Nassiriya; inoltre l’Avv. CONTE ha ricordato che la forza dell’esplosione, davanti alla caserma, era tale che non è stato possibile recuperare tutti i corpi e alcune bare sono tornate vuote.

Successivamente sono intervenuti gli Avvocati dello Stato, FEDELI e DE FIGUEIREDO, i quali hanno sostenuto l’assoluta imprevedibilità dell’attentato e l’impossibilità del Colonnello DI PAULI di aumentare le condizioni di sicurezza della Base Maestrale, dove svolgevano il proprio servizio i Carabinieri deceduti. Secondo i due Avvocati il Colonnello DI PAULI, non ricopriva un ruolo tale da poter richiedere di elevare il livello di sicurezza della Base, inoltre anche se le norme di sicurezza fossero state messe in atto, rimaneva pressoché improbabile ridurre la portata dell’attentato. Infine, l’Avvocato DE FIGUEIREDO, ha ribadito l’assoluta innocenza dell’imputato, ha chiesto l’immediato proscioglimento, il rigetto delle richieste delle parti civili e la chiusura di un infamante processo che non doveva neanche essere aperto.

Nel pomeriggio c’è stata l’arringa difensiva dell’Avv. David BRUNELLI, durata circa tre ore interrottamente, analizzando tutte le eccezioni e i motivi per cui l’imputato debba essere assolto, il quale sostiene anch’egli l’inconsistenza delle accuse e per questo chiede il proscioglimento del Colonnello. Le dichiarazioni complete della difesa saranno presto disponibili come servizio video sul sito www.carabinieriditalia.it il sito ufficiale dell'omonima testata giornalistica, l'unica ad aver seguito tutte le fasi del processo registrando ogni passaggio e momento dell'udienza.

FONTE: Piero Antonio Cau (Direttore Editoriale Carabinieri d'Italia Magazine)

Rover a spasso su Marte, nuovo record

Opportunity ha superato il primato di Viking-1 di sei anni e 116 giorni. Avrebbe dovuto durare solo un mese e mezzo

Il record di sopravvivenza su Marte è stato battuto dal rover Opportunity della Nasa, gemello di Spirit, entrambi sbarcati nel gennaio 2004. Dovevano durare 90 giorni e Opportunity invece ha superato i sei anni e 116 giorni di vita di Viking-1 arrivato sul Pianeta Rosso il 20 luglio 1976.

SENZA RUOTE - Viking, senza ruote, non poteva muoversi e poggiando su tre gambe indagava l’ambiente dove si trovava. Con la sua pala meccanica scavò anche il suolo e lo analizzò a bordo per cercare tracce di vita, ma non ci fu alcuna risposta. Anzi i dati trasmessi furono così ambigui che gli scienziati si chiesero se gli strumenti che avevano ideato erano adeguati a cercare la vita su Marte. Assieme a Viking-1 la Nasa mandò anche il gemello Viking-2 ma si spense prima.

IL «SONNO» DI SPIRIT - Opportunity, pur essendo arrivato qualche giorno dopo Spirit, lo ha superato perché, questo, dal 22 marzo non è più in attività. E’ stato spento dopo che si era insabbiato. Ciò gli ha impedito di sistemarsi in una posizione protetta nella quale trascorrere senza danni l’inverno marziano con temperature intorno ai cento gradi sotto zero. Ora ha superato il solstizio e quindi lentamente il clima sarà più favorevole. Se i suoi pannelli solari riusciranno a raccogliere energia sufficiente per ricaricare le batterie e se il freddo non avrà danneggiato i meccanismi, allora Spirit potrà tornare a far sentire la sua voce. Se così sarà il record di sopravvivenza sarà suo.

OBIETTIVO ENDEAVOUR - Per il momento la vittoria l’ha strappata il suo gemello Opportunity che si trova dall’altra parte del pianeta e che ora è in viaggio verso il cratere Endeavour di cui vede già i bordi pur essendo distante 13 chilometri. Finora Opportunity ha percorso oltre venti chilometri dal punto di sbarco. L’ultima tappa di ricerca è stata il cratere Victoria ed è in buona salute. Entrambi hanno raccolto tracce di materiali che dovrebbero essere il frutto della presenza di acqua in epoche remote.

FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)