domenica 25 luglio 2010

Scoperte tre sostanze "colpevoli" della celiachia


Scoperte tre molecole tossiche responsabili della celiachia: i frammenti (peptidi) del glutine che scatenano la reazione immunitaria nei pazienti potrebbero accelerare la corsa verso un vaccino per l’intolleranza alla proteina dei cereali (glutine) che può causare seri problemi di assimilazione e deperimento.

Annunciata sulla rivista Science Translational Medicine, la scoperta ha già portato all’avvio di una prima sperimentazione su pazienti di una cura messa a punto sulla base dei tre peptidi colpevoli, che consiste nella desensibilizzazione dei pazienti al glutine, in pratica un vaccino che può bloccare la malattia prima che faccia danni gravi all’intestino.

La sperimentazione in corso è condotta dalla compagnia biotech di Melbourne Nexpep Pty Ltd. La scoperta è merito dell’equipe di Bob Anderson e di Jason Tye-Din del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research a Parkville, Australia.

«È un risultato importante che ci attendavamo dal gruppo di Anderson che da anni studia la celiachia ed è a caccia di questi peptidi, ed è un risultato arrivato anche prima del previsto; ciò permette grosso modo di dimezzare i tempi previsti per la messa a punto e la commercializzazione di un vaccino, 5-10 anni contro i 15-20 ritenuti necessari finora», ha commentato la notizia Italo De Vitis, dirigente dell’unità di medicina interna e gastroenterologia dell’Università Cattolica di Roma presso il centro integrato Columbus che è un presidio accreditato per sorveglianza, prevenzione e diagnosi della celiachia.

La malattia è un’intolleranza che causa seri problemi all’intestino, rovinandone le pareti. Come conseguenza di ciò il paziente non riesce più ad assimilare vitamine, minerali ed altri nutrienti assunti con la dieta e quindi anche gli altri organi ne risentono come se il corpo fosse malnutrito. In Italia si stima vi siano 600 mila celiaci ma solo 100 mila di questi sono venuti allo scoperto e quindi hanno una diagnosi e tengono a bada la malattia, sostanzialmente non mangiando cereali e tutto ciò che contiene glutine. Per gli altri il rischio è di gravi carenze nutrizionali e quindi, a lungo termine, di danni all’organismo o problemi di sviluppo nei bambini.

Il gruppo di Anderson, ha spiegato De Vitis, finora aveva scovato la sequenza di amminoacidi del glutine responsabile della reazione immunologica nel celiaco quando questo viene a contatto con la proteina, ma restavano imprecisati i peptidi contenuti in questa sequenza maggiormente responsabili della reazione immunitaria del malato. Gli esperti australiani hanno arruolato un gran numero di pazienti, 200, ed hanno fatto mangiare loro dei cereali. Dopo sei giorni con un prelievo di sangue hanno isolato le cellule immunitarie artefici della reazione al glutine ingerito giorni prima. Poi i ricercatori hanno fatto “incontrare” queste cellule (linfociti T) con 2700 peptidi sospetti ed hanno trovato i tre che si accoppiano più saldamente alle cellule. Tali tre composti sono quindi i peptidi che più di tutti scatenano la reazione immunitaria e adesso sono oggetto di sperimentazione in un test per vedere se, somministrando in piccolissime quantità i tre peptidi ai pazienti, questi pian piano si desensibilizzano nei confronti del glutine.

«La scoperta è importante - ha concluso De Vitis - perché potrebbe fornire una cura per il 90-95% dei celiaci e quindi assicurare il controllo precoce di questa malattia prima ancora che arrechi danni all’organismo e senza dover rinunciare ai cereali nella dieta».

FONTE: lastampa.it