lunedì 26 luglio 2010

Un enzima può riparare i danni al Dna causati dal sole


Uno studio apre la strada ai rimedi per prevenire il tumore pelle


Per la prima volta un team di ricercatori ha visto come funziona un enzima “chiave”, capace di riparare i danni al Dna causati dal sole. La scoperta, pubblicata online su Nature, apre la strada a futuri rimedi contro le scottature, ma anche a nuove terapie per la prevenzione del cancro della pelle.

Il team della Ohio State University (Usa) diretto da Dongping Zhong, descrive come è riuscito a osservare il “comportamento” dell’enzima, chiamato fotoliasi, “dal vivo”. Il tutto iniettando un singolo elettrone e un protone in un filamento di Dna danneggiato. Le due particelle subatomiche hanno guarito il danno in pochi miliardesimi di secondo.

«Può sembrare semplice, ma queste due particelle atomiche effettivamente hanno avviato una serie molto complessa di reazioni chimiche », spiega Zhong, docente di fisica, chimica e biochimica all’Ohio State University. «Tutto è successo molto velocemente», aggiunge. Il modo esatto in cui l’enzima ripara i danni da sole al Dna era rimasto un mistero fino ad ora, nonostante anni di ricerche. Gli studiosi «hanno lavorato su questo per anni. Ma ora che abbiamo visto» cosa succede davvero, «non credo che qualcuno avrebbe potuto indovinare esattamente cosa accadeva», aggiunge Zhong.

Il team ha sintetizzato del Dna in laboratorio, esponendolo poi alla luce ultravioletta e producendo così danni simili a quelli dovuti alle scottature, ben noti ai maniaci della tintarella. Poi i ricercatori hanno aggiunto l’enzima e, utilizzando impulsi di luce ultraveloci, hanno scattato una serie di “istantanee” capaci di rivelare come l’enzima ripara il Dna a livello atomico.

Questo prezioso enzima è posseduto da tutte le piante e da molti animali, proprio per riparare i gravi danni legati al sole. Solo i mammiferi ne sono privi. Gli esseri umani possiedono alcuni enzimi che possono contrastare i danni da raggi Un, ma si tratta di particelle meno efficienti. Gli scienziati hanno collegato proprio a un danno cronico da sole alcune mutazioni del Dna che portano a malattie come il cancro della pelle. Ora che si è capito come funziona la fotoliasi, si potrebbero utilizzare queste informazioni per progettare farmaci o lozioni in grado di curare i danni da eccesso di sole, spiega Zhong.

Se le normali creme solari “schermano” contro i raggi o li riflettono lontano dalla nostra pelle, la protezione del futuro potrebbe potenzialmente curare alcuni dei danni causati da raggi solari.

FONTE: lastampa.it