venerdì 13 agosto 2010

Gb, superbatterio mette in allarme: resistente a quasi tutti i farmaci


IMPORTATO NEL REGNO UNITO DA PAZIENTI OPERATI IN INDIA E PAKISTAN. «SERVE SORVEGLIANZA INTERNAZIONALE»


Un nuovo superbatterio, importato nel Regno Unito da pazienti sottoposti a interventi chirurgici in India e in Pakistan, sta rendendo le cure antibiotiche inefficaci e rischia di diventare una seria minaccia anche per altri Paesi. Il microrganismo è infatti resistente a quasi tutti i farmaci disponibili e non ci sono nuovi medicinali in sviluppo clinico che possano combatterlo.

L'allarme arriva dalla rivista Lancet Infectious Diseases, dove gli esperti della Cardiff University e della Health Protection Agency britannica parlano dei 37 casi rilevati Oltremanica, oltre ai 44 già isolati nella città indiana di Chennai, i 26 nella regione dell'Haryana e gli altri 73 in diverse altre zone del Paese di Gandhi e del Pakistan. La minaccia è rappresentata in particolare da un gene che si chiama New Delhi-Metallo-1 (Ndm-1), rilevato in pazienti che si sono trovavano in Asia e hanno subito interventi di chirurgia estetica, asportazione di tumori o trapianti di organi, ricoverati poi in Gran Bretagna per altre cure sanitarie.

Il team di studiosi ha rilevato casi in alcune donne con infezioni del tratto urinario, in un vittima di incidente stradale in India che ha sviluppato l'infezione nel piede fratturato, e in un altro paziente che è stato colpito dal batterio dopo un'operazione di addominoplastica. Il Ndm-1 non è un batterio in sè, ma un gene che “attacca” altri batteri come l'Escherichia coli e la Klebsiella pneumoniae, anche se pare possa facilmente unirsi anche ad altri microrganismi, rendendoli ancora più pericolosi. Risulta infine resistente anche a una classe di antibiotici conosciuti col nome di carbapenemici, che solitamente si utilizzano solo quando gli altri farmaci hanno fallito. Insomma, scrivono gli esperti, «la possibilità che questo diventi un problema di salute pubblica in tutto il mondo è concreta e serve un sistema coordinato di sorveglianza internazionale».

FONTE: ilmessaggero.it