venerdì 27 agosto 2010

Attentato a Salvatore Di Landro, Procuratore Generale di Reggio Calabria


Dobbiamo continuare a colpire la criminalità organizzata

Reggio Calabria, 26 ago. (Apcom) - "Se dopo la bomba del 3 gennaio scorso contro il palazzo della procura, la 'ndrangheta ha alzato il tiro contro la mia persona si vede che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che tutto ciò accadesse". Lo ha detto il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, incontrando centinaia di persone che sotto la sua abitazione gli esprimevano la loro solidarietà. "Dobbiamo avere coscienza che affrontiamo un nemico che è forte e potente ma soprattutto sfrontato. Se a venti anni dall'omicidio del giudice Scopelliti la 'ndrangheta ha messo in atto un'offensiva strategica per colpire la massima espressione requirente della procura di Reggio Calabria significa che inizia ad avere paura e timore per il lavoro che stiamo facendo, che comunque lo ribadisco - aggiunge ancora Di Landro - ancora non è molto e bisogna fare molto di più". E' lo stesso procuratore generale che poi chiarisce due passaggi importi del perchè una bomba è stata collocata sotto il portone della sua abitazione: "Con il mio arrivo in procura l'atmosfera è completamente cambiata ci sono dei magistrati nuovi che insieme a me hanno intrapreso un percorso di tolleranza zero nei confronti della criminalità organizzata. E' certo che comunque nella procura reggina a tutti i livelli ci sono dei magistrati giovani che collaborano tra di loro e che quindi i risultati non potranno non arrivare".

Duro il commento sull'episodio di Salvatore De Maio, responsabile nazionale per il settore legalità di alcune associazioni benefiche.

“Esprimo profonda solidarietà al Procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, per il vile attentato di cui è stato vittima”. Lo afferma Salvatore De Maio, responsabile nazionale per il settore Legalità delle associazioni 'Donne per la Sicurezza onlus', 'Prima Difesa' e 'R-Esistenza Anticamorra', che aggiunge: “L’eccellente lavoro, lo spirito di servizio e il sacrificio personale che caratterizzano l’impegno di Di Landro nella lotta alla n’drangheta devono essere un esempio forte della volontà dello Stato di sconfiggere la criminalità organizzata e il mio auspicio è che in futuro ci siano maggiori garanzie per i magistrati e per tutti coloro che, ogni giorno, rischiano la vita per combattere questo vero e proprio cancro sociale. Penso, in particolare, alle forze dell’ordine, ma anche a chi è impegnato nel tessuto sociale attraverso associazioni e organizzazioni che operano nell’ambito della cultura della legalità. Mai abbassare la guardia, quindi – conclude – perché la battaglia contro ‘cosa nostra’ si può vincere soltanto se la collettività è unita ed è alto il senso di giustizia sociale”.

I capelli rivelano lo stato biologico dell'organismo


Ritmi frenetici e lavoro stressante? Chi teme che uno stile di vita turbolento finisca per scombussolare l’orologio biologico dell’organismo potrà contare su una soluzione rapida e indolore per fugare ogni dubbio: un semplice test dei capelli, per capire se il ritmo circadiano viaggia al passo giusto.

Bastano infatti 5 capelli o 3 peli della barba, assicurano sulle pagine di Pnas i ricercatori dell’università di Yamaguchi, in Giappone, per mettere insieme un numero sufficiente di cellule che consenta di testare il polso al nostro orologio biologico, la sveglia interna che ci permette di sincronizzare alcune funzioni dell’organismo con l’ambiente che ci circonda.

A far da spia, rivelando lo stato di salute del nostro orologio biologico, i livelli di mRna, le molecole di Rna messaggero che permettono di monitorare i ritmi circadiani. I ricercatori guidati da Makoto Akashi hanno testato la nuova tecnica su un gruppo di lavoratori che alternavano turni di lavoro notturni e diurni ogni 3 settimane, dimostrando come il test fosse in grado di cogliere e rilevare gli spostamenti del loro orologio interno.

FONTE: lastampa.it