venerdì 24 dicembre 2010

Da Marte alla vita artificiale, ecco le scoperte del decennio


In dieci anni abbiamo imparato a vedere meglio. I nostri occhi si sono posati sui singoli neuroni che "si accendono" nel cervello, hanno spiato la vita interiore della cellula e seguito in diretta lo sviluppo di un embrione. Hanno raggiunto pianeti simili alla Terra, annusato l'acqua su Marte e "fotografato" l'universo bambino nei primi istanti dopo il Big Bang.

È ricco di figurine, l'album delle scoperte del decennio della rivista Science. Come quella della livrea colorata di alcuni dinosauri del Giurassico, frutto della scoperta che il Dna può conservare dopo decine di migliaia di anni le sue informazioni e far rivivere di fronte ai nostri occhi il volto di un uomo di Neanderthal di 40mila anni fa (pelle chiara e i fulvi) o il sangue di un mammuth, che conteneva un antigelo per sopravvivere agli inverni.
Dal freddo al caldo, la galleria delle scoperte ci ricorda che un decennio fa non parlavamo di riscaldamento climatico se non in termini molto dubitativi. Oggi, scrive la rivista americana, "il riscaldamento è inequivocabile, il fatto che sia causato dall'uomo è molto verosimile e altrettanto improbabile è la capacità della natura di ristabilire l'equilibrio autonomamente".

In compenso, l'orizzonte del nostro sguardo si è allargato. E lo scritto che 410 anni fa contribuì a mandare Giordano Bruno al rogo ("Ci sono innumerevoli soli e innumerevoli terre che ruotano attorno ai loro soli") oggi è più di una certezza: è un'applicazione per l'iPhone che permette di seguire la scoperta di nuovi esopianeti potenzialmente abitabili. Attualmente sono oltre 500.

Analoga alla scoperta che non è il Sole a ruotare attorno alla Terra è - secondo Science - l'osservazione che nel corpo umano solo una cellula su dieci ci appartiene. Tali e tanti sono i batteri che abitano pacificamente il nostro organismo che se ragionassimo in termini numerici avrebbero la netta maggioranza. Contarli è stato un compito possibile grazie alla rapidità che il sequenziamento del Dna ha raggiunto. Dieci anni fa la lettura del primo genoma umano venne annunciata con grande fanfara, dopo un decennio di lavoro da parte di centinaia di scienziati e altrettanti computer. Oggi un singolo calcolatore snocciola il Dna di tre individui in una settimana.

Nella classifica del 2010, a vincere è la "macchina quantica" dei ricercatori dell'università della California. Per la prima volta, spiega Science, "un oggetto costruito da un uomo non si muove secondo le leggi della meccanica classica ma secondo la meccanica quantistica", in cui atomi e particelle non stanno mai fermi e possono trovarsi in due luoghi contemporaneamente.

Nel decennio passato abbiamo imparato a vedere meglio, ma nel prossimo forse non vedremo più nulla. Se andranno in porto gli studi sui metamateriali che deflettono la luce, gli scienziati ci stupiranno con il mantello dell'invisibilità. I suoi primi frammenti stanno prendendo forma nei laboratori. Arrivederci al prossimo decennio potrebbe non essere l'augurio migliore.

FONTE: Elena Dusi (repubblica.it)