lunedì 28 febbraio 2011

Oggi l'autopsia sul corpo di Yara

La 13enne uccisa con 6 coltellate

«Il caso Yara parte adesso», affermavano quasi all’unisono. Tutti, infatti, sembrano concordare sul fatto che ora la partita è finalmente aperta, e anche se non si è riusciti a impedire la morte di Yara, ci sono buone probabilità di individuare i suoi carnefici. L'indagine, quindi, muove i primi passi alle 15.15 di sabato, quando un aeromodellista sulla quarantina, che non trova il suo aeroplanino, nel cercarlo si imbatte nel cadavere in avanzato stato di decomposizione della piccola Yara.

Subito cominciano a circolare le prime ipotesi, sommessamente, per via di un malcelato imbarazzo per l’aver trovato il corpicino della tredicenne a non più di trecento metri dal Comando della Polizia locale dell’Isola Bergamasca, proprio il centro che coordinava le ricerche dei volontari della protezione civile. Ricerche che sono sicuramente state compiute, in quel posto, in almeno due occasioni. Secondo gli inquirenti il corpo non è mai stato spostato.

Vengono raccolti i primi dati rilevanti per le indagini. Ora si sa che Yara è stata accoltellata, almeno sei volte e che si è difesa, ha lottato con l’assassino, prima di essere abbandonata in un campo incolto ai margini del comune di Chignolo D’Isola (Bergamo), a pochi chilometri in linea d’aria dal suo paese natale, Brembate Sopra, da dove era scomparsa il 26 novembre scorso, giusto tre mesi fa. Così, mentre si attendono ancora le certezze relative a queste ipotesi, che potranno essere fornite oggi dall'autopsia. E a prevalere è, come nelle prime ore dopo la scomparsa di Yara, la tesi del maniaco. «Nelle favole tutto finisce bene ma adesso sappiamo cosa è un orco e siamo preoccupati perchè l’orco è tra noi»: ha detto don Corinno, parroco di Brembate Sopra, nella messa delle 10. «Yara ora è un angelo», ha aggiunto.

FONTE> lastampa.it