giovedì 24 marzo 2011

Intelligence: un metodo per la ricerca della verità

Presentato presso l'Ordine dei Giornalisti di Roma, il capolavoro letterario di Angelo JANNONE

Roma, 24 Marzo 2011 - Nalla sala Efisio SERRA dell'ODG di Roma, è stato presentata oggi, l'ultima fatica letteraria del Dott. Angelo Jannone, ex ufficiale dei carabinieri, autore di numerose inchieste importanti di mafia, riciclaggio e narcotraffico, che è poi entrato nel Gruppo Telecom Italia da cui si e' dimesso in seguito ad una inchiesta giudiziaria. Davanti ad un pubblico molto interessato alla presentazione, costituito da giornalisti, rappresentanti delle istituzioni (tra cui funzionari della Presidenza del Consiglio dei Ministri) si sono succeduti, nei loro incisivi interventi, il Professor Gian Maria FARA, Presidente dell'EURISPES (Istituto di Studi Economici, Politici e Sociali), il Dott. Roberto PENNISI, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, il Dott. Alberto CISTERNA, Procuratore Aggiunto DNA, il Dott. Massimo MARCIANO dell'Associazione Stampa Romana, Davide FONTE di Sky Italia e Giuseppe MICELI Giurista del Parlamento della Legalità; tutti i presenti sono stai concordi nel dire che il bellissimo libro di Angelo JANNONE ha un duplice obiettivo, quello di esaltare l'etica dell'intelligence nella ricerca della verità e quello di dare al lettore un valido strumento per accrescere le sue nozioni nel campo dell'intelligence, in un mondo sempre più dominato da Internet. Nel corso dell'evento è stato inoltre presentato in anteprima, il primo corso di Giornalismo Investigativo organizzato dal CONSCOM (Registro Nazionale Sociologi e Consulenti della Comunicazione), che probabilmente inizierà il prossimo mese di settembre ( www.conscom.it ).
Breve recensione del libro
Lo scenario del crimine si è fatto molto più competitivo e molte forme di business criminale si sono affermate grazie alla globalizzazione, prima fisica poi virtuale. Il mondo delle imprese si è ritrovato ad affrontare, nel volgere di pochi anni, nuove forme di minaccia e nuovi rischi, tutti conseguenza della globalizzazione. L’effetto della “pressione” è stato il sorprendente numero di tracolli finanziari e dei casi di malgoverno aziendale (da ENRON a Parmalat per citare i principali) che ha spinto i legislatori a svolgere una funzione di supplenza nel governo dell’economia con tutta una serie di strumenti legati alla cosiddetta Corporate Governance (d.lgv 231/01, Serbanes/Oxley Act, l.262/95) che, insieme ad altri vincoli normativi (quali ad es. il TU Privacy ecc. o le legislazioni legate al concetto di sviluppo sostenibile), sorti come strumenti di prevenzione, paradossalmente, sono stati portatori a loro volta di ulteriori rischi di natura legale. L’effetto finale, in uno scenario economico globale, ma con framework normativi non altrettanto globali, è stato quello di penalizzare le aziende dei paesi moderni.
di Alessandro NANNI (Giornalista Investigativo)