martedì 17 maggio 2011

Quanto mi resta da vivere? Lo dice un test del Dna

Calcola la lunghezza dei "telomeri". Si comprerà in Inghilterra a 500 euro

Basta una goccia di sangue per scoprire quando arriverà la nostra ora. Sembra una provocazione da film di fantascienza. In realtà, gli scienziati sono convinti di aver trovato il modo corretto di leggere il nostro destino con un test del Dna che fra qualche mese verrà messo in vendita in Inghilterra al costo di circa 500 euro.
Certo, non sarà preciso come una palla di vetro, nel senso che non è in grado di predirre esattamente mese e anno di morte e la causa. Ma lo sguardo su una particolare regione del nostro codice genetico è in grado di elaborare una stima relativamente precisa di quanto velocemente si sta invecchiando e quanto tempo ancora ci rimane da vivere.

Il nuovo test, che ha fatto immediato scalpore, con grandi titoli sulla stampa britannica, misura le strutture vitali dei telomeri, vale a dire i «pezzetti» terminali del cromosoma e che ormai numerosi studi scientifici hanno dimostrato essere degli accurati indicatori della velocità di invecchiamento dell’organismo umano. Agli scienziati che hanno scoperto la loro esistenza - Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak – è andato addirittura il Nobel per la Medicina nel 2009, a dimostrazione che la conoscenza dei telomeri può essere determinante per riuscire a capire il processo di invecchiamento degli esseri umani.

Il nuovo test calcola il momento della nostra morte proprio in base alla lunghezza dei telomeri. Si può in questo modo verificare quanto l’età anagrafica rispecchi quella biologica e capire come i nostri stili di vita influenzino la durata della nostra esistenza. Più è piccolo il telomero e più è vicina la nostra ultima ora.

«Ciò che sappiamo - spiega Maria Blasco, dello Spanish National Cancer Research Centre di Madrid, che ha inventato il nuovo test per la Life Lenght - è che le persone con i telomeri più corti del normale hanno anche una minore aspettativa di vita. Non sappiamo ancora se il contrario vale per chi ha i telomeri più lunghi. Ma il test è molto preciso, perché coglie anche le differenze più piccole di lunghezza nei telomeri, nonché la presenza di quelli potenzialmente dannosi».

L’annuncio della prossima commercializzazione ha però suscitato non poche polemiche in Gran Bretagna. Innanzitutto perché c’è il timore che le compagnie assicuratrici possano avvalersi di questo test per decidere se stipulare o meno una polizza sulla vita e quantificarne il valore in base all’esito dell’esame. Inoltre ci sono ancora grossi dubbi su come tante persone saranno in grado di far fronte a un responso non proprio positivo. Secondo i critici, infatti, non andrebbero sottovalutate le eventuali e gravi ripercussioni psicologiche di queste «sentenze di morte». Un sondaggio reso noto dal «Daily Mail» ha rilevato che il 59% degli inglesi non è affatto pronto a conoscere quanto gli resta ancora da vivere.

Per i più ottimisti, invece, il nuovo test può essere un modo per convincere le persone a cambiare il proprio stile di vita e, per esempio, a dire addio a sigarette e alcol. «Sono convinto - ha commentato Jerry Shay della University of Texas Southwestern Medical Centre di Dallas e consulente della Life Lenght – che la gente sia curiosa di sapere qualcosa sulla propria mortalità, visto che il terrore di morire è fra le prime e più durature paure che qualunque persona sperimenta».

FONTE: Valentina Arcovio (lastampa.it)