giovedì 1 settembre 2011

Libia, la Russia riconosce il Cnt

Anche l'Algeria pronta a seguire e nega la richiesta d'asilo del rais. Voci di un accordo tra Francia e ribelli sulla fornitura di petrolio

La Russia ha riconosciuto ufficialmente il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) come unico rappresentante legittimo del popolo libico. Lo ha reso noto un comunicato del ministero degli Esteri russo. Il riconoscimento della Russia arriva nel giorno dell'apertura della Conferenza internazionale sulla Libia che avrà luogo oggi a Parigi. Proprio ieri Mosca aveva annunciato che al summit degli ''Amici della Libia'' parteciperà anche l'inviato per l'Africa del presidente russo Dmitry Medvedev, Mikhail Margelov. «La Federazione Russa riconosce il Consiglio nazionale di transizione della Libia come l'autorità attuale e prende nota del suo programma di riforme che prevede lo sviluppo di una nuova costituzione, lo svolgimento di elezioni generali e la formazione di un governo», ha spiegato il ministero nel comunicato.

Dopo l'annuncio della Russia anche l'Algeria si e' detta pronta a riconoscere il Cnt quando formera' un governo omnicomprensivo. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri di Algeri, Mourad Medelci, alla radio Europe 1. Le autorità algerine hanno inoltre fatto sapere di aver respinto la richiesta di asilo avanzata dal Colonnello. Lo hanno riferito fonti vicine alla presidenza di Algeri, citate dal quotidiano ’al-Watan’. «Gheddafi ha provato a contattare per telefono il presidente Abdelaziz Bouteflika, ma egli ha rifiutato di parlargli», ha affermato la fonte, precisando che Bouteflika avrebbe spiegato di essere impegnato con questioni interne. Un’altra fonte ha rivelato che Gheddafi e la sua famiglia si trovavano nella città di Ghadames, nei pressi del confine tra Libia e Algeria, e che anche i precedenti tentativi del colonnello di convincere Algeri ad ospitarlo erano falliti. «L’Algeria ha preso una chiara posizione neutrale - ha affermato la fonte a condizione di anonimato - non vogliamo interferire negli affari interni della Libia». In Algeria si trovano da giorni tre figli di Gheddafi, Aisha, Hannibal e Mohamed, la moglie, Safiya, e altre 27 persone, tra parenti e assistenti del colonnello. Le autorità algerine per giustificare l’ingresso di Aysha Gheddafi nel Paese avevano parlato nei giorni scorsi di un «caso umanitario», dal momento che la donna era sul punto di partorire.
Intanto sul francese "Liberation" è trapelata la notizia sul raggiunto accordo tra il nuovo governo degli insorti e la Francia, in base al quale il Cnt concede a Parigi il 35% del petrolio libico: il giornale precisa che dell’accordo «non ha conoscenza» il ministro degli Esteri, Alain Juppè. Il quotidiano si è procurato una lettera datata 3 aprile del Cnt e indirizzata all’emiro del Qatar in cui l’organismo degli insorti dice di aver firmato «un accordo che attribuisce il 35% del totale del greggio ai francesi in cambio del sostegno totale e permanente al nostro Consiglio». Interrogato dalla radio RTL questa mattina, Juppè ha detto di «non avere conoscenza di una lettera del genere», pur giudicando «logico» che i paesi che hanno sostenuto gli insorti siano privilegiati nella ricostruzione. «Il Cnt - ha detto il ministro - ha detto in modo assolutamente ufficiale che nella ricostruzione si sarebbe rivolto in modo preferenziale a coloro che l’hanno sostenuto e ciò mi pare logico e giusto».

FONTE: lastampa.it