domenica 11 dicembre 2011

Salasso benzina, rivolta sul web


"Domani non fate rifornimento"

SÌ, LA POLITICA c’entra. Simpatizzanti e militanti (più quelli di sinistra che di destra, a dire il vero) sono spaesati. Rimpiangono il buon tempo andato quando lo scontro era chiaro: noi di qua, la Dc di là. Ma l’impressione è che la rabbia sia trasversale. La protesta si esprime su questioni concrete. «Vadano a farsi friggere i partiti, insomma, anche il mio»: è questo il retropensiero degli italiani.

IN TESTA alla classifica ci sono le misure su benzina e pensioni. Probabilmente la battuta più amabilmente amara la troviamo su Twitter: «Per Natale regalatemi un pieno di benzina». Oppure c’è Stefano Pisani che dal sito dell’Unità la butta sul sarcasmo: «Le pensioni sono un bizantinismo inutile, vanno eliminate e basta. Come si permettono, questi anziani, anche solo pensare che possono restare lì, con le mani in mano, ed essere pagati? Alcuni percepiscono addirittura 960 euro al mese». Ma chi pensa che «la protesta corre sul web» e basta, sbaglia. La parcellizzazione della rabbia ti fa vedere ogni giorno, nei piccoli come nei grandi episodi, il malessere di un Paese costretto a sacrifici di cui non si sente responsabile. Torniamo alle accise sulla benzina. È evidente che, a fronte di sempre più frequenti tagli al trasporto pubblico (esempio concreto: provate a vedere quando parte l’ultimo treno da Roma a Milano la sera: vedrete che dopo le 21 non c’è più nulla fino alle 6.15, a meno di un Intercity night che, dalle 23.04 arriva alle 6.55...) la gente è costretta a spostarsi sempre più in auto. Ecco che cosa scrive @gbellucci su Twitter: «Posso avere le accise sui rubinetti di casa mia??? Ormai c’ho preso gusto a pagare!!!». In effetti, calcoli più o meno precisi (ma sostanzialmente veri) fanno esplodere la rabbia. Stasera termina il ponte dell’Immacolata, giorni di gite e vacanze-lampo. Quindi di spostamenti. Bene: se a inizio novembre un pieno di 50 litri di un’auto a gasolio costava 78 euro, oggi arriva a 85,7. Stesso dicasi per la benzina. Dagli 81,4 euro a pieno dei primi di novembre, quando i prezzi erano di 1,6 euro al litro, si è saliti a 85,8 euro oggi che si è sfondata quota 1,7 euro al litro, con un rincaro di 3,4 euro a pieno. Non è un caso che molti automobilisti romagnoli facciano la fila nella Repubblica di San Marino per trovare prezzi ben più convenienti di 1,46 euro per il gasolio e 1,52 per la benzina. Gli autotrasportatori sono sul piede di guerra e Confcommercio esprime «forte disaccordo e preoccupazione».
Altro capitolo riguarda le cosiddette class action. Il Codacons si batte contro il cambiamento della natura delle pensioni promuovendo un’azione collettiva, fatta di raccolta di firme e ricorsi. La stessa associazione ha deciso di aderire allo sciopero di Cgil, Cisl e Uil con uno slogan: «Per tre ore non consumate». Nulla. Non prendete nemmeno il tram, il cui biglietto, è certo, salirà a breve (e infatti a Roma gli studenti sono già scesi in piazza). Aderisce l’Adoc, altra sigla dei consumatori: domani non fate benzina. L’adesione al ‘no benzina day’ nata su Facebook aumenta di ora in ora. Una cifra incredibile di adesioni fra gruppi e comunità, destinata a salire nelle prossime ore.
Nel frattempo, urleranno il loro disappunto anche i ciechi e gli ipovedenti il 13 dicembre davanti alle prefetture. Proprio il giorno di Santa Lucia, loro protettrice...

FONTE: Francesco Ghidetti (quotidiano.net)