venerdì 23 dicembre 2011

Sì alla manovra, ecco cosa cambia. Stretta su pensioni e casa


Tutte le novità del decreto salva-Italia divenuto legge. La pressione fiscale salirà al 45%. Pareggio blindato


Una correzione di oltre 20 miliardi all’anno per i primi tre anni, dal 2012 al 2014, con l’obiettivo di blindare il pareggio di bilancio a cui il nostro Paese è impegnato. Per centrare questo risultato e contribuire a rasserenare lo scenario europeo il decreto salva-Italia è stato costruito principalmente sulle entrate. Ma tra i provvedimenti ce ne sono anche alcuni che nelle intenzioni del governo dovrebbero aiutare l’economia italiana a ritrovare la via della crescita.

Nel dettaglio, le voci di entrata valgono circa i due terzi della manovra complessiva. La pressione fiscale dovrebbe quindi salire al 45 per cento. Tra gli incrementi di imposta, oltre alla reintroduzione dell’imposta sulla prima casa ed all’inasprimento di quella sugli altri immobili, spicca l’aumento dell’addizionale regionale Irpef con effetto già sul 2011, la generalizzazione del prelievo sugli investimenti (che colpirà anche i buoni postali finora esenti)l’incremento delle accise sui carburanti e l’applicazione di un particolare prelievo sui beni di lusso. Quantitativamente il grosso delle maggiori entrate proviene dalla nuova Imu sugli immobili: circa 11 miliardi che però andranno per 9 allo Stato centrale e solo per 2 ai Comuni, ai quali spetterà il compito di applicare l’imposta.

I tagli di spesa riguardano essenzialmente le pensioni: in termini immediati con la cancellazione dell’adeguamento all’inflazione per quelle medio-basse, negli anni successivi con la riduzione strutturale della spesa legata all’innalzamento dell’età di uscita.

Sul versante della spinta alla crescita i principali provvedimenti sono la riduzione del’Irap, per la componente che grava sul costo del lavoro, e la detassazione degli utili reinvestiti in azienda.

FONTE: Luca Cifoni e Giusy Franzese (ilmessaggero.it)