sabato 24 dicembre 2011

Melania, Yara e Meredith. Indagine di Affari sui gialli 2011

La foto di Melania Rea, protagonista di uno dei gialli più intricati di quest'anno


"Il delitto di Yara non sarà mai risolto. Quello di Sarah è un assurdo giuridico. Amanda Knox? Finalmente un giudice che si dimentica del suo passato da pm". Affaritaliani.it ha indagato sui delitti del 2011 con il criminologo Alessandro Meluzzi che svela i segreti e i retroscena dei gialli che hanno sconvolto l' Italia. "Garlasco? Una prova dell'inefficienza delle indagini. Basta con questa giustizia semplicistica, è ora di tornare a dare valore alla logica".

L'INTERVISTA

Dottor Meluzzi, il 2011 è stato ricco di gialli. Forse quello più seguito è stato quello di Melania Rea...

"E' vero, anche perché è un caso ancora aperto e davvero controverso. Anche se l'opinione pubblica ha individuato in Salvatore Parolisi il colpevole perfetto. Mi sembra che sia mancata una strategia mediatica adeguata da parte sua. Dalla scelta di concedere continue interviste a una certa condotta tenuta fin qui. Prove provate che Parolisi è colpevole non ce ne sono, quindi direi che siamo ancora nell'altissimo mare di un processo indiziario. Però le infedeltà, le contraddizioni, una certa infingardaggine e un atteggiamento tutto sommato e grossolano lo hanno reso antipatico e quindi un colpevole perfetto, almeno secondo l'immaginario collettivo".

Per quanto riguarda i processi, quello che ha fatto più rumore è certamente quello per l'omicidio di Meredith Kercher.

"Un caso che si è risolto con tante contraddizioni. Amanda Knox ha probabilmente avuto giustizia solo grazie al fatto che, parafrasando Federico II di Prussia, ci sono stati ancora due giudici a Berlino. Per fortuna c'è stato un magistrato che non si è fatto influenzare dal passato da pm ed è riuscito a esaminare le prove con la severità necessaria e a richiedere anche delle controperizie che hanno consentito di dimostrare che l’impianto accusatorio su cui si basava il processo ad Amanda Knox e Sollecito era del tutto inconsistente. Per una volta si è ripristinato il buon diritto. Vergognose le grida in aula che sembravano ispirate veramente da un partito di tricoteuse della rivoluzione francese. Devo dire però che se intorno ad Amanda e Sollecito non ci fosse stato il grande impegno delle famiglie e di grandi difensori come la Bongiorno probabilmente quei due ragazzi sarebbero rimasti in galera per la vita. Adesso secondo le sentenze c’è un solo colpevole, che è Rudy Guede, condannato in concorso secondario in omicidio. Bisogna capire con chi però ha commesso questo omicidio. Quindi certamente il processo andrà riaperto".

Resta molto controverso anche il caso dell'omicidio di Sarah Scazzi...

"Quello è un altro assurdo giuridico. Abbiamo due persone che si dichiarano innocenti che sono in carcere e un’altra che si dichiara colpevole che invece è fuori. Michele Misseri rappresenta oltretutto la figura di un mentitore patologico. Peccato però che nessuno abbia mai pensato di sottoporlo a una perizia psichiatrica. Misseri si comporta come un grande depistatore, ora si tratta di capire per come e per chi continua a dire bugie. La figlia l’ha chiamata in causa lui e facendo ritrovare il telefonino ha deciso a un certo punto di rivelare le cose che sapeva. E ancora non ha rivelato tutto. Secondo me non si troverà mai una soluzione a questo omicidio se non si allargherà lo zoom al di fuori di questo delitto che definirei "endotinellare", neanche endofamiliare, visto che si è compiuto in un tinello".

C'è qualche speranza invece di trovare l'assassino di Yara Gambirasio?

"Mi sembra davvero difficile, anche perché nella prima fase, cioè quando sarebbe stato possibile fare delle indagini permeanti, non sono state utilizzate le tracce lasciate nelle intercettazioni del famoso marocchino. Poi non si è tenuto conto del fatto che ci sono segni di edilizia ovunque in questo delitto. Dall’uso del taglierino alla presenza di collante per piastrelle, alle tracce dei cani molecolari che portano al cantiere di Mapello. Ma ci si è limitati al consueto metodo della pesca a strascico raccogliendo circa 12mila o 13mila dna, tra l’altro vorrei sapere con quali costi, tra gli abitanti di tutta la vallata. Non so se si dovrà arrivare alla Valtellina ma credo che non si troverà mai nessun colpevole".

A proposito di indagini, non crede che ogni tanto sarebbe meglio tornare ai vecchi metodi investigativi?

"Certamente sì. Le prove scientifiche devono servire per fornire dei riscontri a delle cose che sono già entrate in un quadro ipotetico deduttivo, tipico di indagini di polizia che usano lo strumento della logica. Oggi invece si preferisce la pesca a strascico con risultati per lo più devastanti".

Garlasco. L'assoluzione di Stasi in appello ha segnato la parola fine al caso?

"Credo che Stasi verrà assolto anche in cassazione. Anche qui si vede il corto raggio della giustizia teorematica. Quella giustizia, cioè, che nelle prime ore e nei primi giorni successivi al delitto prende in considerazione solo la prima ipotesi, quella più semplice. Considera solo la via più facile per unire due punti, escludendo le altre che sembrano più complesse. Negli atti probatori si mettono solo gli elementi che confortano questo teorema e si lasciano fuori quelli che lo mettono in discussione. Ma così non si arriva mai alla verità".

Negli scorsi mesi abbiamo assistito a sviluppi importanti anche per quanto riguarda delitti vecchi di decenni. Via Poma, Olgiata, Elisa Claps...

"Per quanto riguarda via Poma ho molti dubbi sulla colpevolezza del fidanzato di Simonetta Cesaroni. Anche qui il caso mi sembra tirato per i capelli. Nel caso dell’Olgiata invece è stata ritrovata una traccia di dna incontrovertibilmente del domestico. Per risolvere il delitto di Elisa Claps ha invece pesato il caso fortuito, quello dei restauri nel sottotetto".

Il 2011 è stato anche un anno pieno di gesti di estremisti. Dagli ultimi episodi di Firenze e Liegi fino al più numericamente devastante di Oslo, con il massacro compiuto da Breivik. Ma cosa spinge queste persone a compiere atti così estremi?

"Tra gli effetti della globalizzazione c'è anche la tribalizzazione dal punto di vista sociologico e una certa paranoizzazione da quello psichiatrico. Le personalità paranoiche vengono spinte verso l'estremo e quindi succede magari che qualche studente frustrato o nerd entri a scuola e ammazzi compagni e professori".

Può influire la crisi economica su questi episodi?

"Certamente tutto ciò che incrementa l’ansia e l’insicurezza favorisce la deriva in stati psicotici che aumentano l’aggressività in chi ne è già precedentemente portatore. Influisce di sicuro sui suicidi degli imprenditori che si sentono spesso in queste ultime settimane. Lì subentra la depressione e il senso di enorme responsabilità nei confronti anche delle maestranze e dell’azienda".

Melania Rea è tra le parole più cliccate su Google. Come mai in Italia i casi di cronaca nera suscitano così tanto interesse?

"La cronaca nera ha sempre governato la stampa popolare dalla metà del '700 in avanti e direi che questa zona dell’enigma che mette insieme il giallo, la commedia popolare, la tragedia con il genere drammatico e grottesco mescolati finisce col rappresentare una dimensione di genere, radicata nella maggioranza delle persone".

FONTE: Lorenzo Lamperti (affaritaliani.libero.it)