giovedì 19 gennaio 2012

L'Istat fotografa l'Italia. Pochi leggono, molti disoccupati, in crescita gli abbandoni scolastici


Sos disoccupazione, e i giovani non riescono a finire gli studi. Boom di scoraggiati, la povertà colpisce 3 milioni di connazionali


Una alta e crescente speranza di vita alla nascita e un processo di continuo invecchiamento. Con fenomeni di disoccupazione sempre più preoccupanti, e una popolazione scolastica che fatica sempre più a completare gli studi. è la fotografia del Rapporto Istat "Noi Italia", che sottolinea anche come il nostro Paese sia quarto in Europa come dipendenza economico-sociale tra generazioni.

Istruzione
Solo due giovani su dieci conseguono un titolo di studio universitario. Nel 2009, quasi la metà dei paesi dell'Unione Europea ha già raggiunto il target fissato nella strategia «Europa2020»: paesi del Nord Europa e Cipro, Francia, Belgio e Regno Unito. L'Italia presenta, invece, un valore basso dell'indicatore, di 13 punti inferiore alla media Ue27 (32,3 per cento), collocandosi alla quarta peggiore posizione nella graduatoria dell'Unione, prima solo di Romania, Repubblica Ceca e Slovacchia, e all'ultimo posto per quota di popolazione maschile 30-34enne in possesso di titolo terziario.

Sos libri
Italia popolo di santi, poeti e navigatori, ma non di lettori e anche gli sportivi scarseggiano: basti pensare che solo 1 su 3 pratica sport. In Italia ogni anno vengono stampate in media 3,5 copie di opere librarie per ogni abitante, ma nell'arco di un anno poco piu' del 45% degli italiani legge almeno un libro nel tempo libero (2011). Poco piu' di un italiano su due (54%) legge un quotidiano almeno una volta a settimana; il 39% almeno cinque giorni su sette, mentre poco piu' di una persona su quattro utilizza Internet per leggere giornali, news o riviste. Le famiglie italiane destinano ai consumi culturali (spese per ricreazione e cultura) il 7,0% della spesa complessiva per consumi finali (2010). Sono circa 372 mila le unita' di lavoro (1,5% del totale) impiegate in attivita' di produzione di beni e servizi per la ricreazione e la cultura, al netto del settore editoriale (2010).

Povertà
Nel 2010 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l'11% delle famiglie residenti; si tratta di 8,3 milioni di individui poveri, il 13,8% della popolazione residente. La povertà assoluta coinvolge il 4,6% delle famiglie, per un totale di 3,1 milioni di individui.

Ricerca e sviluppo
L'Italia arranca sul fronte di ricerca e sviluppo rispetto al resto dell'Europa: meno investimenti, meno addetti e meno laureati. Nel nostro Paese la spesa per ricerca e sviluppo incide per l'1,26% del Pil (anno 2009); Gli addetti alla ricerca e sviluppo (in unità equivalenti a tempo pieno) - 3,8 ogni mille abitanti - sono invece al di sotto della media europea (5,1) e presentano forti disparità territoriali. Nel triennio 2006-2008, rispetto a quello precedente, la quota di imprese innovatrici passa da 27,1% a 30,7%. In ambito europeo, l'Italia si posiziona poco al di sopra del valore medio dell'Unione. Il fenomeno dell'innovazione e' concentrato nelle grandi imprese del settore industriale, considerando sia il numero di innovazioni introdotte sia la spesa sostenuta. Il numero di laureati in discipline tecnico-scientifiche e' però ancora piuttosto basso (12,2 ogni mille abitanti tra i 20-29enni) e comunque inferiore a quello medio europeo (14,3 nel 2009).

FONTE: lastampa.it