domenica 22 gennaio 2012

Le Fiamme Oro Rugby piegano anche Modena

Una fase del match (FOTO: Claudio Gennari)


LA CRONACA DELLA PARTITA

Che la partita sarebbe stata dura lo si sapeva, come si sapeva anche che il Modena avrebbe reso la vita difficile ai padroni di casa. E così è stato oggi sul campo di Ponte Galeria dove le Fiamme hanno aggiunto altri quattro punti alla classifica, portandosi a quota 55.

Una delle partite più equilibrate e combattute viste tra le mura amiche della caserma Gelsomini quella di oggi contro gli emiliani, e il punteggio del primo tempo parla chiaro: un 6 a 3 sinonimo di appunto di parità di valori in campo.

È il mediano di apertura cremisi Nicola Benetti ad aprire le marcature al 5’ dalla piazzola e bisogna aspettare quasi mezzora per rivedere ancora Benetti mettere a segno altri tre punti con un piazzato. Cinque minuti dopo è l’apertura inglese degli avversari Anthony Fenner a portare sotto gli ospiti con un altro calcio, che chiude la prima frazione di gioco sul 6 a 3 per i padroni di casa.

Sono i bianco verdi ospiti ad aprire le marcature nei secondi quaranta minuti sempre con Fenner dalla piazzola, che porta lo score in parità sul 6 a 6. Ma passano solo due minuti che Nicola Benetti riporta avanti con l’ennesimo calcio il XV della Polizia di Stato. Gli uomini di Valsecchi iniziano a macinare gioco e a mettere sotto gli avversari. È Daniele Forcucci che al 14’ intercetta un passaggio all’altezza degli undici metri e, resistendo a più di un placcaggio, s’invola verso la linea di fondo, schiacciando la palla in meta. La gioia dei padroni di casa dura solo pochi minuti, perché sempre l’inglese Fenner dalla piazzola riporta sotto gli ospiti con due calci al 17’ e al 24’, fissando lo score sul 14 a 12. Sono i minuti finali del match quelli più concitati, con una “quasi meta” delle Fiamme al 28’ e un calcio di punizione con cui Nicola Benetti centra i pali e porta i cremisi sul 17 a 12. Il sigillo finale arriva al 37’ con Matteo Zitelli che, sul lato sinistro del rettangolo di gioco, schiaccia il pallone in meta, chiudendo il match sul 22 a 12 per le Fiamme Oro. Unica nota negativa della partita, l’infortunio a Carlo Cerasoli che, proprio allo scadere degli ottanta minuti, è costretto ad uscire in barella per un colpo ricevuto al volto.

“Sapevo che sarebbe stata dura – ha dichiarato l’allenatore cremisi Valsecchi a fine gara – ed infatti così è stata. Il Modena è la squadra che più ci ha messo in difficoltà durante il girone di andata e si è ripetuta qui da noi. Comunque il risultato finale ci è favorevole e noi continuiamo a fare il nostro campionato. Domenica prossima contro Brescia sarà un’altra battaglia. Per allora conto di recuperare alcuni giocatori che oggi erano infortunati e che per noi saranno fondamentali”.

IL TABELLINO

Fiamme Oro Rugby – Donelli Modena Rugby: 22-12 (pt 6-3) (4-0)

Fiamme Oro Rugby: Sapuppo, Rosa, Forcucci, Massaro (1’ st De Gaspari), Mariani, Benetti, Martinelli (24’ st Baldini), Vedrani, Zitelli, Maestri (12’ st Moscarda), Santelli (9’ st Flammini), Cerasoli (39’ st Di Stefano), Pettinari (36’ st Gasparini), Viceré, Gasparini (4’ st Cocivera)

A disp.: Lombardo, Calandro

All.: Sven Valsecchi – Rocco Salvan

Donelli Modena Rugby: Santillo, Frangulea, Florin, Bisceglie, Naude, Costantini, Fenner, Tepsanu, Stead, Gibellini, Trentini (12’ st Cremascoli, 36’ st Uguzzoni), Venturelli (39’ st Salici), Giberti Russo, Gatti (12’ st Bergonzini), Faraone

A disp.: Milzani, Rovina, Ghidoni, Trotta

All.: Shaun Huygen

Arbitro: Passacantando (L’Aquila)

Marcatori: p.t.: 5’ cp Benetti (3-0); 33’ cp Benetti (6-0); 38’ cp Fenner (6-3). s.t. 7’ cp Fenner (6-6); 12’ cp Benetti (9-6); 14’ m Forcucci nt (14-6); 17’ cp Fenner (14-9); 24’ cp Fenner (14-12); 30’ cp Benetti (17-12); 37’ m Zitelli nt (22-12)

Note: 16' p.t. c. giallo Zitelli

Spettatori 250

FONTE: Cristiano Morabito (Responsabile Ufficio stampa Fiamme Oro Rugby)

I veri conti delle liberalizzazioni


Possibile risparmio di 400 euro per ogni consumatore. Da professioni e commercio i vantaggi maggiori

Ma alla fine con le liberalizzazioni quanto risparmieremo davvero nella vita di tutti i giorni? È l'unica voce sulla quale non c'è una previsione ufficiale, non sarebbe nemmeno serio perché mille sono i granelli di sabbia che possono infilarsi tra gli ingranaggi della fase due. Ma nel comunicato del Consiglio dei ministri si parla di «sensibile riduzione dei prezzi» e di «vantaggi evidenti per i consumatori». Andrà veramente così? A tentare una risposta in questi giorni sono state proprio le associazioni dei consumatori.

Alla vigilia dell'approvazione in Consiglio dei ministri era stata l'Adiconsum a parlare di un risparmio di 1.800 euro a famiglia, tagliando la sua ipotesi su una fascia alta, nucleo di quattro persone che vive in una grande città, reddito di 80 mila euro lordi l'anno. Adesso sono altre due associazioni ad armarsi di pazienza e calcolatrice, Adusbef e Federconsumatori. Le loro tabelle sono costruite sulla famiglia media secondo l'Istat: due persone e mezzo, che suona male ma è così, spesa annua di 29 mila euro e spiccioli. E fanno un passo in più perché stimano il risparmio possibile non per la famiglia ma per la singola persona. In questi due giorni il testo del governo è cambiato, le frenate sono state parecchie ma il conto finale non è poi così diverso. Dicono Adusbef e Federconsumatori che la lenzuolata di Monti ci farà risparmiare in media 414 euro l'anno a testa. In realtà se il microfono si sposta dal consumatore ad altre categorie l'entusiasmo evapora subito. E non solo perché si tratta della stessa somma che perderà con l'Imu chi ha una casa di 80 metri in una zona così così di una grande città.

Per capire: l'ufficio studi della Cgia di Mestre, che rappresenta gli artigiani e le piccole imprese di quella parte del Nord Est, ha calcolato quanto spendiamo in media ogni anno in tutti i settori attaccati dal «disarmo multilaterale». Ed è venuto fuori che tra benzina, assicurazioni, bollette, piccoli acquisti e tutto il resto vanno via poco meno di 4.500 euro l'anno. Davvero possibile salvare da quella torta una fettona da 400 euro a testa?
Adusbef e Federconsumatori i conti li hanno fatti con attenzione. Per i carburanti il risparmio sarebbe di 58 euro l'anno, e prima delle ultime aperture ai benzinai erano più del doppio. Per le professioni gli euro sono 92, per il commercio 82. Delle farmacie si è tanto discusso ma alla fine non è cambiato nulla per i medicinali di fascia C, quelli che pesano di più sul portafoglio perché tutti a carico del paziente. E infatti non restano che pochi spiccioli, 18 euro l'anno. Altri 53 dovrebbero arrivare dalle assicurazioni, soprattutto grazie alla diffusione sulle auto della scatola nera che pure al momento non ha dato risultati clamorosi sulla riduzione delle tariffe. E la lista continua ancora.
Ci dovrebbero essere 23 euro sui trasporti se le gare per bus e tram, peraltro previste dalle norme europee, riusciranno a garantire davvero più efficienza. E altri 23 per i taxi, una delle voci più discutibili per il suo reale impatto sulla vita di tutti i giorni. Non solo perché il problema riguarda unicamente le grandi città ma anche perché la spesa media annua è di 48 euro e sembra davvero difficile riuscirne a risparmiare addirittura la metà. L'ultima voce riguarda le bollette di luce e gas, con un taglio previsto di 51 euro. In tutto, dunque, fanno euro 414 l'anno. Possibile davvero?

Rimessa la calcolatrice nel cassetto è lo stesso Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ad invocare la prudenza: «Le nostre stime sono valide se tutte le norme verranno attuate senza cambiamenti, senza resistenze». E invece le incognite sono ancora tante. Non solo politiche visto che il decreto deve essere convertito dal Parlamento. Ma anche tecniche, perché in molti casi (come per i taxi o per la separazione di Snam ed Eni) c'è solo un principio e il resto è tutto da scrivere. Già nei giorni scorsi diversi economisti avevano invitato a guardare con prudenza le associazioni che si avventuravano su questa strada. Tito Boeri, coordinatore del sito Lavoce.info , pensa che si debba fare lo stesso con le previsioni del governo sulla crescita del Prodotto interno lordo e dell'occupazione: «L'unica cosa che si può dire è che c'è una tendenza. Dove sono state fatte le liberalizzazioni hanno migliorato il reddito e l'occupazione. Ci sono studi che analizzano i risultati di quest'operazione in Belgio e Gran Bretagna, ad esempio. Ma misurare questo effetto in anticipo mi sembra davvero impossibile». Anche perché una cosa è l'Italia, un'altra il Belgio o la Gran Bretagna. Da noi il settore delle autostrade è stato liberalizzato ma, dice ancora la Cgia di Mestre, in dieci anni i pedaggi sono aumentati il doppio dell'inflazione.

FONTE: Lorenzo Salvia