sabato 17 marzo 2012

Perugia, fermati gli assassini di Luca Rosi. Il padre della vittima: «Sono delle bestie»


Sono due romeni che farebbero parte di una banda specializzata negli assalti alle ville

A inchiodarli è stata la testimonianza, determinante, di una donna romena che i carabinieri di Perugia seguivano da giorni. Il resto lo hanno fatto le indagini senza risparmio di forze, visto l'allarme che avevano seminato tra i residenti delle villette attorno a Perugia. E alla fine i risultati sono arrivati. Sono stati identificati e fermati due dei presunti responsabili di almeno tre rapine in villa e soprattutto di quella avvenuta a Ramazzano il 2 marzo scorso, nel corso della quale venne brutalmente ucciso un bancario di 38 anni, Luca Rosi, intervenuto per difendere la compagna. Sono due giovani romeni, Iulian Ghiorgita e Rosu Aurel, ufficialmente incensurati. I carabinieri li hanno bloccati al confine tra Italia e Slovenia. A quanto pare dopo l'ultimo colpo erano scappati in Romania ma non si sa bene perché stessero rientrando in Italia.
GIOVANI E VIOLENTI - Sarebbero responsabili anche della brutale violenza sessuale ai danni di una donna di 54 anni, avvenuta sempre durante una rapina in villa il 3 febbraio scorso nella frazione di Resina di Perugia. Per questo assalto era già stato fermato un altro romeno, Catalin Simonescu, 27 anni, considerato una sorta di basista della rapina. Tutti farebbero parte di un'unica banda, formata almeno da tre elementi più un basista, specializzata proprio negli assalti in villa. Un gruppo particolarmente spietato del quale non farebbero parte cittadini italiani. Tra i riscontri investigativi raccolti dagli inquirenti, oltre alle testimonianze, anche le tracce di sangue trovato su una scarpa lasciata durante la fuga dopo una rapina lo scorso anno a Bastia Umbra. Il dna corrisponderebbe con quello di uno dei due fermati, Iulian Ghiorgita.

DELLE BESTIE - «Gli assassini di mio figlio sono bestie e andrebbero assicurati alla giustizia in posti adatti alle bestie e non alle persone» ha commentato subito dopo Bruno Rosi, padre di Luca. «La notizia non ci rende soddisfatti, perché il dolore ha il sopravvento su tutto. Però almeno non faranno altro male». Bruno Rosi ha ringraziato le forze dell'ordine. «Sono stati efficaci -ha detto- la giustizia deve essere molto dura. Se fosse possibile vorrei comunicare l'arresto a mio figlio e dirgli: stai tranquillo, queste persone finiranno in carcere per le cose atroci che hanno fatto». Ai microfoni del programma Rai «La Vita in diretta» ha parlato anche la sorella del bancario Maria Grazia: «Siamo più sollevati ma resta un immenso dolore e che non si parli di perdono. O almeno per ora».

TERZO RICERCATO - Le indagini comunque non si fermano. All'appello manca ancora un terzo uomo. Lo si è appreso nel corso della conferenza stampa dei carabinieri. I militari dell'Arma hanno anche chiarito che i due romeni fermati a Gorizia sono destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Perugia per l'omicidio di Rosi e per la rapina con stupro di Resina.

FONTE: Alfio Sciacca (corriere.it)