martedì 10 aprile 2012

Soldi ai partiti, sprint per la riforma. I leader: "Nuove norme entro 48 ore"


Telefonata tra Alfano, Bersani e Casini: giovedì la valutazione comune dei testi. Il Pdl avverte: "No ad un decreto del governo"

Arriveranno già mercoledì le prime norme per regolamentare i partiti in modo da garantire la trasparenza nel loro funzionamento e nel finanziamento. Dopo uno scambio di telefonate fra il segretario del Pdl, Angelino Alfano, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini è arrivata la decisione di far predisporre, nel giro di quarantott’ore, «alcune prime norme urgenti per il controllo e la trasparenza del finanziamento ai partiti» che già il giorno dopo, giovedì, saranno sottoposte all’attenzione delle altre forze politiche. Con le amministrative alle porte e con "l’antipolitica" sempre in agguato, i partiti sentono tutti l’urgenza di dover dare una risposta subito. Particolarmente attivo il Pdl che, al di là dell’annuncio dato dal proprio segretario assieme agli altri della maggioranza "ABC", intende con i suoi capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri proporre «di procedere in commissione in sede legislativa, per garantire tempi rapidi sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama» per l’approvazione del testo.

Lo scandalo nell’utilizzo dei fondi della Lega e della ex Margherita hanno, dunque, impresso un’accelerazione sulla riforma dei partiti, rispetto a cui in Parlamento giacciono 39 proposte di legge, il cui esame non è però mai stato avviato. Cicchitto e Gasparri a questo punto si dicono certi «che gli altri gruppi aderiranno alla proposta che avanzeremo nelle competenti sedi parlamentari». E, davanti alla disponibilità della maggioranza ad un «esame rapido ed efficace» delle norme concordate in maggioranza, Di Pietro coglie la palla al balzo: «Non c’è tempo da perdere, e per questo - puntualizza il leader di Idv, il cui partito resta impegnato nella raccolta di firme per il referendum che abroghi la legge sul finanziamento pubblico dei partiti - siamo disponibili anche ad una soluzione immediata che porti ad una buona legge».

Insomma, sulla scia degli scandali e temendo un effetto "anti-casta" sulle prossime tornate elettorali, tutti si dicono d’accordo sul fatto che le regole sui partiti vadano riformate. Ma c’è anche chi, come Emma Bonino, sostiene che tutto sia «da azzerare» anche perchè, spiega l’esponente radicale, «temo che alla fine arriverà una riformetta». E mentre resta ancora valida l’offerta del governo di agevolare i partiti con un suo intervento ad hoc (che il ministro Severino ha tradotto in un decreto) il Pdl tiene duro sulla competenza del Parlamento per regolamentare una materia che è «squisitamente politica». Niente decreti, dunque, come aveva inizialmente proposto Casini per far presto, ma una proposta che scaturisca dal confronto in Parlamento. Bersani, autore di un appello ad Alfano e Casini a fare presto, sembra crederci sostenendo come tra i partiti esista «un minimo comune denominatore per fare una legge sui finanziamenti nelle prossime settimane». Anche il leader centrista batte un colpo indicando i principi per rendere «chiara e trasparente» la vita dei partiti: «pubblicizzare i contributi privati anche sotto la soglia attualmente prevista, regole interne democratiche e controllo della Corte dei Conti».

FONTE: lastampa.it