giovedì 24 maggio 2012

Terrorismo, i Servizi Segreti stilano un rapporto sugli anarchici: "Ci saranno presto nuovi attentati"



"Si prevedono attacchi agli obiettivi indicati dalla Fai". Napolitano: "Gli italiani  non cederanno al terrore"

Quella della Federazione anarchica italiana è una tregua momentanea. C’è da aspettarsi, dopo «una fase, anche se breve, di minore attivismo», una «graduale ripresa dell’offensiva delle sigle Fai, con attacchi a obiettivi indicati nei recenti documenti».

Tra questi, «obiettivi greci in Italia e anche italiani in Grecia, per solidarietà con le cellule di cospirazione di fuoco elleniche» e «tutta la galassia Finmeccanica, indicata in tutte le sue componenti come obiettivo fondamentale». A lanciare l’allarme è il generale Giorgio Piccirillo, direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna, in un’audizione in Commissione affari costituzionali alla Camera.

L’attuale «momentanea stasi è dettata da esigenze di cautela» dopo l’agguato all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare: come è prassi consolidata - ha ricordato Piccirillo - in questi casi «gli appartenenti a quei gruppi mantengono un profilo molto basso, perché si aspettano la reazione investigativa e dello Stato». Naturalmente «l’aggressione ideologica anarchica resta finalizzata anche a forze dell’ordine, apparato giudiziario, strutture di sfruttamento delle risorse energetiche, forze armate, forniture belliche, banche, strutture di gestione e indirizzo della politica economica, enti finanziari, uffici esazione, tutto il mondo che in questo particolare momento di congiuntura economica viene ad essere privilegiato quasi alla ricerca del consenso al dissenso da parte della popolazione».

«I circuiti di ispirazione brigatista hanno salutato con favore» l’agguato ad Adinolfi, ha sottolineato il direttore dell’Aisi: «Velleitari progetti di abbattere il sistema continuano ad animare esigui settori del marxismo-leninismo rivoluzionario e le dichiarazioni rese nel corso del processo dai brigatisti arrestati nel 2007 dimostrano quale partecipazione ci sia ancora dal punto di vista ideologico». Certi ambienti «considerano le tensioni derivanti dalla crisi una favorevole opportunità per rilanciare l’iniziativa combattente, ed è ipotizzabile che in tali ristretti ambiti trovino slancio tentativi di aggregazione delle forze residue e di reclutamento di nuove leve nel riavviare i programmi eversivi. Inoltre - ha concluso Piccirillo - potrebbero verificarsi azioni anche di non elevato spessore rivendicate da sigle inedite, finalizzate a mantenere alta la tensione e verificare l’eventuale risposta o chiamata di altre componenti propense ad intraprendere percorsi di lotta armata».

L’agguato all’ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, inoltre «denota un’organizzazione» fin qui estranea ai movimenti anarchici. Tradizionalmente, ha spiegato Piccirillo, «la struttura anarchica si vanta di non essere un’organizzazione, della mancanza di linea gerarchica, di uno spontaneismo totale che sopperisce ad ogni tipo di organizzazione». A Genova «abbiamo invece assistito necessariamente ad un’organizzazione», come dimostrano «il furto della moto, i ripetuti sopralluoghi, la fuga, la rivendicazione. Ora che stanno facendo il “salto di qualità” - conclude il direttore dell’Aisi - il giorno in cui saranno individuati potrebbero esserci tutti gli elementi per contestare anche il fattore associativo».

FONTE: lastampa.it