venerdì 1 giugno 2012

I "banditi" del 2012: le truffe online superano furti e rapine



Una password, un profilo Facebook e le cifre del codice fiscale. Sono queste le armi dei rapinatori del Duemila. Niente più aggressioni o attacchi con le pistole in pugno, oggi i furti milionari si fanno su Internet.Nel 2011, infatti, in Italia le truffe online hanno superato numericamente gli assalti alle banche. La proporzione è addirittura del 20 a 1; per la precisione l’anno passato si sono registrate 22.100 frodi creditizie a fronte di 1.100 rapine. A sancire lo storico sorpasso ci ha pensato l’Osservatorio del Crif, compagnia fondata nel 1988 a Bologna e all’avanguardia nei sistemi di informazione e di supporto decisionale a favore di istituti di credito e imprese finanziarie. 

Nella speciale classifica stilata dall’azienda emiliana la regione più a rischio truffa è la Campania, con una percentuale del 23,7 di frodi consumate in riferimento al territorio nazionale e un’altra che si attesta sempre intorno al 23 rispetto alla popolazione residente. Al secondo posto c’è il Lazio, staccato di circa otto punti percentuali (15,6) sia per quanto riguarda la statistica centrale sia per quanto concerne i dati locali. Seguono, con una andatura uniforme lungo tutto il versante della Penisola e che quindi attraversa idealmente Nord e Sud, Lombardia, Piemonte e Puglia. In coda, le ultime due posizioni spettano a Molise e Valle d’Aosta. 

Meno regolare e più sorprendente invece risulta l’indagine sull’età dei truffati. Le vittime principali dei ladri informatici infatti, al contrario di quanto si possa forse pensare, sono i giovani. La fascia 18-50 è quella maggiormente interessata dalle frodi: al suo interno spicca il 27 percento tra i trentenni e i quarantenni, che precede il 24 e il 23 percento registrati rispettivamente nelle aree 41-50 e 18-30. In posizione di netta retroguardia troviamo gli ultrasessantenni (11 percento) e i cinquanta-sessantenni (15 percento). La maggioranza dei raggiri, comunque, è appannaggio degli uomini, che superano le donne di oltre 33 punti percentuali.

Sono le tecniche raffinate e ricercate, e sempre in costante aggiornamento, dei “web-rapinatori” a tradire con una facilità mai vista gli internauti. L’espediente più utilizzato è quello del furto d’identità, un meccanismo in teoria abbastanza semplice. Tramite i profili dei social network è possibile risalire ai dati sensibili e ai codici fiscali delle vittime di cui i pirati informatici si servono per falsificare i documenti necessari alle loro malefatte. Con una carta d’identità taroccata, di fatto, ottenere prestiti, finanziamenti o mutui a nome dell’ignaro truffato a volte è proprio un gioco da ragazzi. Soprattutto quando gli esborsi richiesti non sono molto alti e pertanto controlli e monitoraggi non sono poi così sofisticati e approfonditi. 

Purtroppo se per frodare bastano poche d’ore d’impegno quando si tratta di scoprire l’imbroglio o di risalire al nome degli impostori i tempi si allungano. E di molto. Quasi nella maggior parte dei casi, le vittime degli inganni online (quando vengono scoperti) si riconoscono come tali solo dopo circa tre anni.


FONTE: Giacomo Perra (ilmessaggero.it)