giovedì 14 giugno 2012

G8 di Genova: terza giornata di udienza





COMUNICATO STAMPA

Entra nel vivo il dibattimento presso l’aula Giallombardo 
della Corte di Cassazione

Il processo riguardante il Summit G8 di Genova del 2001 è entrato oggi nella fase “calda”. La Quinta Sezione della Suprema Corte continua ad esaminare il ricorso presentato dai 25 imputati della Polizia di Stato, condannati in precedenza dalla Corte di Appello di Genova. Il terzo giorno di udienza ha registrato gli ultimi interventi degli Avvocati di parte civile, che hanno posto, all’attenzione dei giudici, le gravi accuse che portarono alla condanna in Appello, dei membri del 7° Nucleo Sperimentale del Reparto Mobile di Roma oltre a molti altri esponenti delle forze dell’ordine. Ad aprire le “danze” è stato l’Avvocato Gamberini che ha iniziato il suo intervento alle ore 9,00 circa di questa mattina; con il suo monologo, davvero molto incisivo, ha cercato di mettere a nudo la colpevolezza degli imputati, sostenendo l’infondatezza del ricorso. L’anonimità dei mandati e l’incomprensibile mancanza di consapevolezza degli agenti circa le violazioni commesse, sono per il giurista prove invalicabili della colpevolezza degli imputati. “Non possiamo dimenticare i fatti”, ha commentato, “dobbiamo prendere atto di che cosa c’era nella scuola dopo l’irruzione del reparto: corpi straziati”. Stessa tesi per l’Avvocato Barbuto, che si è riferito anche alla scuola Pascoli, dove sarebbe stata effettuata una perquisizione con le stesse modalità seguite nella Diaz, ubicata proprio di fronte. Lì, non solo sarebbero stati interrotti i collegamenti radio, ma vennero anche asportati documenti video-audio e distrutti computer per non lasciare alcuna traccia. Successivamente è intervenuto l’Avvocato Galasso, difensore del giornalista Lorenzo Guadagnucci, il quale si trovò all’interno della Diaz durante l’irruzione della Polizia. La sua arringa, conclusa con la richiesta di risarcimento del danno, è stata improntata sul richiamo del diritto alla libertà e alla sicurezza e sullo stato d’animo del suo assistito, “Era un uomo inerme in balia di un’intervento presentato come operazione di pubblica sicurezza ma che così non è stata”, ha detto Galasso riportando la testimonianza del suo cliente per cui ha chiesto un risarcimento di 5000 euro. L’intervento degli avvocati di parte civile si sono conclusi poi con gli avvocati Sodali e Pagani che hanno ribadito la conferma della colpevolezza degli imputati e la richiesta di risarcimento anche per i danni psicologici. Per la difesa degli imputati ha iniziato l’arringa difensiva l’Avvocato Salvemini, appartenente all’Avvocatura dello Stato, il quale ha cercato di smontare tutto il “castello” accusatorio, mettendo in dubbio il precedente pronunciamento della Corte d’Appello, incentrando il suo intervento sulla confusa attribuzione delle competenze di comando prima dell’irruzione nella scuola Diaz dei Funzionari di Polizia Luperi e Gratteri, sulla veridicità nel ritenere le due bombe molotov trovate nel plesso scolastico, che hanno rappresentato una delle motivazioni per giustificare l’irruzione e la perquisizione, ed infine la competenza di comando dei Capi Squadra limitata solamente ai 9 Agenti posti alle proprie dipendenze e non agli altri operatori intervenuti ugualmente e che non facevano parte della loro sfera di controllo. Anche nell’udienza di oggi, i giornalisti di “Carabinieri d’Italia Magazine” tra i pochi addetti alla carta stampata presenti, hanno avuto modo di intervistare in esclusiva alcuni tra i presenti, tra cui l’Avvocato Romanelli che è uno dei difensori degli imputati, il quale, sul tema dell’influenza mediatica sulle sentenze emesse in precedenza ha dichiarato: “gli organi di stampa hanno influenzato enormemente il processo, soprattutto la stampa di sinistra, che ha politicizzato gli eventi del G8 trasformandoli, da un episodio giudiziario a un caso politico, a sostegno e difesa dei no global”. Anche l’Avvocato Cardiello, giurista di primo livello che cura la difesa di alcuni dei Capi Squadra ha sentenziato: “Gli attuali imputati, agenti e funzionari della Polizia di Stato sono uomini che hanno fatto il loro dovere chi è che ha massacrato, distrutto e incendiato non è stato indagato non è stato condannato, e i Magistrati senza un minimo di tutela giudiziaria li hanno condannati in virtù del fatto mediatico, quindi una sentenza politicizzata che ha ribadito quello che era già scritto sui giornali”. Tra i presenti in aula c’era anche Simona Cenni, Presidente dell’Associazione Prima Difesa da sempre impegnata nella salvaguardia e tutela degli uomini in divisa. “L’irruzione alla scuola Diaz è stata il risultato di un piano preordinato e pianificato dall’alto, anche se non saprei dare una risposta ben definita sul chi, sul perché e sul come, so solo che rischiano di pagare caro il prezzo con la Giustizia gli operatori della Polizia di Stato, che quella notte hanno semplicemente eseguito degli ordini”. Le interviste integrali verranno pubblicate sul prossimo numero di “Carabinieri d’Italia Magazine”.

Alessandro Nanni
Giornalista Pubblicista “Carabinieri d’Italia Magazine” – 3336082184

Catia Rizzo
Collaboratrice Editoriale “Carabinieri d’Italia Magazine”