venerdì 15 giugno 2012

Processo G8: il verdetto di Cassazione rinviato al 5 luglio



(L'ingresso principale della Corte di Cassazione)

COMUNICATO STAMPA

                 La Suprema Corte prende tempo per la decisione definitiva


Si allungano i tempi di attesa per i 25 imputati della Polizia di Stato condannati in Appello per la violenta irruzione nella scuola Diaz durante la notte fra il 21 e il 22 luglio 2011. La suprema Corte di Cassazione, alle ore 11,10 circa, durante l’audizione delle motivazioni dei ricorsi presentati dagli avvocati difensori Silvio Romanelli e Alfredo Biondi, ha rinviato la sentenza al prossimo 5 luglio, attraverso l’ufficializzazione in aula della Presidente Giuliana Ferrua, stimato magistrato torinese e sorella di Paolo Ferrua, docente di procedura penale presso l’Università di Genova. Come già noto la Ferrua, sostituì in extremis, a due giorni dall’inizio del processo, iscritto al R.G. 46428 della V Sezione Penale, il presidente Aldo Grassi. Completano la “squadra” altri 4 giudici: Stefano Palla e Gerardo Sabeone (che alcuni mesi fa hanno deciso insieme ad Aldo Grassi sul processo Dell’Utri) ed i consiglieri Paolo Antonio Bruno e Piero Savani. La decisione è stata accolta con favore da alcuni degli avvocati presenti in aula, i quali hanno dichiarato che, con il rinvio, c’è una dimostrazione di attenzione e obiettività della Corte Suprema, nell’avere più tempo per analizzare le carte processuali e dare modo a tutte le parti chiamate ad intervenire, di poter gestire nel migliore dei modi le loro arringhe. Nel corso delle loro argomentazioni, i due avvocati difensori chiamati ad intervenire oggi hanno cercato di smontare l’accusa scagliandosi contro “l’illegittimità della sentenza d’Appello”. L’avvocato Romanelli, iniziando la sua requisitoria alle 9,00 circa di questa mattina, ha ribadito l’ingiustizia della condanna che rende i 25 imputati una sorta di “capro espiatorio” per le violenze accadute nella scuola Diaz, che vanno ben al di là delle loro responsabilità: “Solo il 7° nucleo del Reparto Mobile di Roma era stato autorizzato all’irruzione nella scuola”, sottolinea Romanelli, “ma entrarono abusivamente anche altri reparti, certi che non sarebbero mai stati individuati”. Secondo l’avvocato è inoltre illegittimo, da parte della Corte d’Appello, pretendere che l’operazione di Polizia Giudiziaria riguardante la perquisizione, dovesse essere annunciata per mezzo di un megafono, “Un‘affermazione del genere mi lascia perplesso”, commenta Romanelli, “l’irruzione era mirata all’individuazione di Black Block all’interno della scuola. Ciò significa che la Corte d’Appello non conosce le modalità di esecuzione delle perquisizioni, che devono essere predisposte in modo tale da non dare la possibilità di occultare le fonti di prova”. In difesa dell’imputato Pietro Troiani si è invece espresso l’avvocato Biondi che, attraverso una ricostruzione dettagliata dei fatti e delle deposizioni, ha cercato di fare emergere tutte le irregolarità omesse nella sentenza d’Appello, al fine di far cadere le accuse contro il suo cliente. Il 5 Luglio è prevista la conclusione delle arringhe con l’intervento dell’Avvocato Di Bugno, difensore di Giovanni Luperi, ex Vicedirettore dell’Ucigos, che quindi prenderà per ultimo la parola; dopo toccherà alla Corte, dopo essersi riunita nella Camera di Consiglio, di porre la parola fine al processo, attraverso l’emanazione della sentenza.

Alessandro Nanni
Giornalista Pubblicista “Carabinieri d’Italia Magazine” – 3336082184

Catia Rizzo
Collaboratrice Editoriale “Carabinieri d’Italia Magazine”