lunedì 20 agosto 2012

Fisco, ecco il supercomputer che scopre redditi e patrimoni



BAZOOKA, arma letale, grande fratello. Lo hanno chiamato in molti modi. Ma Serpico, che sta per Servizio per i contribuenti e che si richiama idealmente al super poliziotto interpretato da Al Pacino, è di certo il nome più appropriato. È lui, il maxi cervellone da un milione di miliardi di byte,l’incubo degli evasori fiscali. Lo strumento finale per mettere ko i furbi. E lo sarà ancora di più quando dopo l’estate, a settembre, avrà a completa disposizione tutti i conti correnti bancari. Di fatto Serpico sta già catalogando l’Italia di chi non paga le tasse. Con strumenti sofisticati di estrazione dei dati sensibili. Per scoprire chi muove milioni magari senza dichiarare un centesimo.

A farlo è una immensa batteria di computer che ronza 24 ore su 24. Con l’obiettivo di utilizzare le 24.200 informazioni al secondo che transitano dai server per stanare gli italiani che ogni anno sottraggono all'erario qualcosa come 120 miliardi. Dal super computer il premier Monti, che ha rafforzato il potente strumento, si aspetta molto. Lo scopo dichiarato è dare una spallata mortale a chi viola le regole. Per far vincere un Paese «in guerra» contro chi non compie il proprio dovere di contribuente.

Ma come funzionerà a regime l'acchiappa-evasori quando avrà a disposizione il nuovo arsenale di dati da banche e finanziarie? Siamo andati a vedere. Il cuore di Serpico batte sulla Cristoforo Colombo, a Roma, i suoi muscoli in una blindatissima sede della Sogei. Un semplice clic è parte la sfida. Sullo schermo azzurrino con il logo delle Agenzie delle Entrate due caselle da riempire: codice fiscale o partita Iva. Basta digitare uno dei due valori e parte la caccia. Un altro clic e la ricerca si raffina. Prima appaiono in sequenza le ultime dichiarazioni dei redditi. Poi si va avanti, magari per capire come sia possibile che un lavoratore dipendente dichiari solo 2 mila euro l’anno, ma che, contemporaneamente, possegga due autocarri e magari 10 case. Un altra pressione sul tasto del computer e tutte le banche dati collegate online (dal catasto al demanio, dalla motorizzazione all’Inps, dall’Inail, alle dogane ai registri) riversano le informazioni richieste. Sullo schermo del pc appaiono subito le auto intestate, le case, i terreni, aerei e barche, polizze assicurative. La «fotografia» di quanto si possiede. 

Non basta. Premendo lo stesso tasto ecco la nuova videata con le utenze (luce, gas, acqua), le spese voluttuarie più alte e significative, in pratica, tutte le operazioni per cui ci è stato richiesto il codice fiscale. Persino le iscrizioni in palestra, al circolo sportivo o alla scuola d’inglese. L’ultima schermata, quella risolutiva, completa il quadro in ogni minimo dettaglio. Serpico una volta fotografati i redditi dalla dichiarazione e i beni immobiliari, scandaglierà i soldi che abbiamo in banca, i movimenti dei nostri conti correnti, tutte le operazioni sopra i mille euro. Dallo shopping del giorno prima con la carta di credito agli investimenti effettuati, ai depositi.

Con le banche e gli intermediari finanziari, circa 12 mila operatori, obbligati a mandare una nota periodica per segnalare saldi e movimenti.
Accedere a questi risultati adesso è già possibile, ma su impulso dell’amministrazione finanziaria. Tra poco, basterà una mail, sempre dell’Agenzia delle Entrate, per scovare chi bara con il conto in banca. Saranno solo cinque super funzionari a poter accedere ai dati, di fatto già immagazzinati automaticamente da Serpico.

Nessun istituto di credito si potrà opporre. E anche le società di leasing o di noleggio, spesso utilizzate come schermo per il Fisco, saranno collegate a Serpico.

I controlli ovviamente, quando scatteranno, saranno particolarmente efficaci e rapidi. In quanto l’identikit dell’evasore avrà già un nome e un cognome. Basterà infatti fotografare i saldi del conto corrente, i movimenti, e confrontarli con il reddito dichiarato, le auto o le case possedute. Insomma, il grado di precisione sarà estremo, gli interventi chirurgici. Tant’è che in molti si attendono un risultato record nella lotta all’evasione. Con un incremento del 15-20% rispetto all’anno passato. Che significherebbe recuperare circa 15 miliardi o forse anche di più. 
Ovviamente l'Agenzia delle Entrate imposta gli algoritmi applicativi per concentrare la ricerca sulle categorie più a rischio, non certo sui lavoratori dipendenti. Quelle, per essere chiari, con la spia rossa che segnala la disponibilità di beni sproporzionati rispetto al reddito percepito e dichiarato. Insomma, chi possiede una Ferrari e piange miseria non avrà vie di fuga. 

Così come si dichiara nullatenente, ma manda i figli alla scuola di lusso o fa super vacanze all’estero. Il lavoro sporco, l’incrocio di migliaia di dati, lo fanno i server collegati alle banche dati. E quando individuano il sospetto mandano in automatico un "alert" informatico alla direzione dell'Agenzia delle entrate e alla sede provinciale del caso individuato. Da qui al recupero delle somme non pagate il passo è breve. Difficile infatti opporsi di fronte all’evidenza, alla caduta del segreto bancario, all’evidenza dei dati. Nessuno, è ben sottolinearlo, andrà a ficcare il naso nelle tasche dei contribuenti fedeli, perché le analisi di rischio di Serpico sono e saranno impostate proprio per selezionare solo i presunti colpevoli a basso tasso d'errore. Una platea che, almeno nelle intenzioni, non avrà più scampo. 

Con Serpico il lavoro dei 15 mila ispettori delle Entrate e della Finanza, che nei primi cinque mesi hanno scoperto 1781 evasori totali, sarà molto più semplice, mirato ed efficace. E la guerra, come la chiama Monti, potrà dirsi vinta. 

FONTE: Umberto Mancini (ilmessaggero.it)