mercoledì 12 settembre 2012

Libia, assalto al consolato. Morto l'ambasciatore e tre membri dello staff



L'ambasciatore Usa in Libia e tre membri dello staff diplomatico americano sono rimasti uccisi durante l'attacco al consolato americano a Bengasi.
EGITTO - E' alta tensione al Cairo dopo le violente proteste dei musulmani ultraconservatori contro un film ritenuto offensivo dell'Islam: l'ambasciata Usa in Egitto ha fatto sapere che manterrà chiusa la sezione consolare e oggi e' prevista una protesta anche dei cristiani copti.
In un comunicato, i copti hanno condannato "ogni sorta di disprezzo o dispregio per qualsivoglia religione", e condannato anche "il seminare odio tra persone che seguono diversi religione". Un movimento giovanile (l'Unione Giovanile di Maspero, Ugm) ha fatto sapere che terra' una veglia di fronte all'ambasciata al Cairo per protestare contro il film, che insulta l'Islam e il profeta Maometto.
Il film che ha scatenato la polemica  è stato girato da un israeliano-americano, secondo la stampa Usa. In Egitto, tuttavia la percezione nei media, aizzati dai predicatori salafiti sui canali satellitari, e' che il film sia stato girato da egiziani copti che vivono negli Stati Uniti. In un comunicato postato sulla sua pagina Facebook, l'Ugm ha detto che "i copti che hanno preso parte alla produzione del film non sono rappresentativi del patriottismo copto, ne' della cristianita' o della Chiesa, ne' dei copti della diaspora".

E padre Hani Bakhoum, segretario del Patriarca della Chiesa cattolica copta, Anba Antonius Nagib, ha spiegato al quotidiano al-Watani che i membri del Consiglio dei Patriarchi e dei Vescovi della Chiesa Cattolica "denunciano in modo fermo tutte le forme di disprezzo dei somboli religiosi, un pratica che contraddice gli insegnamenti della Sacra Bibbia e che sostiene l'amore e il rispetto per tutti". Ma il film e le polemiche che lo accompagnano sono destinati a mettere inevitabilmente sotto pressione la comunita' cristiana d'Egitto, che conta circa il 10 per cento degli 82 milioni di abitanti.
OBAMA CONDANNA "ATTACCO SCELLERATO" - Il presidente americano, Barack Obama, ha condannato con forza "l'attacco scellerato" al consolato statunitense a Bengasi in cui, ha riferito, sono morti l'ambasciatore Usa in Libia e altri tre cittadini americani. Obama ha ordinato all'Amministrazione di fornire tutte le necessarie misure di sicurezza per il personale americano in Libia e di aumentare la protezione delle missioni diplomatiche in tutto il mondo.
Barack Obama ha definito "senza senso" la violenza che ha portato all'uccisione a Bengasi dell'ambasciatore Usa in Libia e di altri tre cittadini americani. "Mentre gli Stati Uniti respingono ogni tentativo di denigrare le religioni degli altri", ha dichiarato il presidente americano in una nota alludendo al film "Innocence of muslims" che ha scatenato le proteste in Libia ed Egitto, "dobbiamo opporci in modo e inequivocabile a questa violenza senza senso che e' costata la vita di servitori dello Stato". "Il popolo americani rivolge le sue preghiere alle famiglie di quanti abbiamo perso", ha sottolineato Obama, "erano un simbolo dell'impegno americano per la liberta', la giustizia e la partnership con le nazioni e i popoli di tutto il mondo, in netto contrasto con quelli che hanno spietatamente preso le loro vite".
"In Libia "sono stati uccisi quattro straordinari americani" e "vogliamo che sia fatta giustizia e giustizia sara' fatta": cosi' il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si e' espresso sull'attentato al consolato di Bengasi, parlando alla Casa Bianca affiancato dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

"State tranquilli", ha proseguito Obama, "lavoreremo insieme con il governo libico per portare davanti alla giustizia coloro che hanno assassinato la nostra gente". Il presidente americano ha messo in relazione la strage con l'anniversario dell'11 settembre, quando Al Qaeda porto' a termine gli attacchi alle Torri gemelle. "L'11 settembre e' per noi un giorno importante, e ieri sera, purtroppo, ci e' giunta notizia di questo attacco. La nostra liberta' si nutre del fatto che vi sono persone disposte a sacrificarvi la vita, e' questo il carattere del nostro popolo. Nessun atto di terrorismo potra' mai scuotere tutto cio'". Obama ha sottolineato che sara' "aumentata la sicurezza delle sedi diplomatiche in Libia e in tutto il mondo" e che "il popolo libico combattera' con gli americani contro questi criminali". Quanto a Chris Stevens, l'ambasciatore ucciso, il presidente ha nuovamente espresso tutto il suo rammarico: "Io e Hillary Clinton", ha ricordato, "puntavamo su di lui per la transizione".

Barack Obama ha fornito un bilancio preciso delle vittime dell'attacco al consolato Usa a Bengasi indicando che sono quattro i cittadini americani morti e non cinque, come era stato riportato. Secondo quanto ha riferito la Cnn, oltre all'ambasciatore Usa in Libia, J. Christopher Stevens, e' morto Sean Smith, che viene definito un agente dei servizi segreti. Gli altri due morti sarebbero Marines.
FONTE: affaritaliani.libero.it