lunedì 19 novembre 2012

Carceri, ecco i numeri dell’emergenza “Oltre 140 detenuti ogni 100 posti”


Sovraffollamento, suicidi in crescita, casi di morte mai spiegati: rapporto choc dell’associazione «Antigone»

L’Italia resta il paese con le carceri più sovraffollate nell’Unione Europea: il nostro tasso di affollamento è oggi infatti del 142,5% (oltre 140 detenuti ogni 100 posti: la media europea è del 99,6%). Al 31 ottobre infatti la capienza regolamentare complessiva dei 206 istituti penitenziari è di 46.795 posti, a fronte di una presenza di 66.685 detenuti. E’ quanto emerge dal IX rapporto sulle condizioni di detenzione «Senza Dignità» dell’Associazione Antigone, presentato oggi a Roma.  
Le regioni più affollate sono Liguria (176,8%), Puglia (176,5%) e Veneto (164,1%). Le meno affollate Abruzzo (121,8%), Sardegna (105,5%) e Basilicata (103%).  
«La dichiarazione dello stato di emergenza per il sovraffollamento carcerario risale al 13 gennaio 2010: il numero dei detenuti al 31/12/2009, subito prima della dichiarazione dello stato di emergenza, era di 64.791. Al 31/10/2012 la presenza era di 66.685 detenuti, 1.894 in più. Ma i detenuti non dovevano diminuire?», domanda l’associazione.  
«La legge n. 199 del 2010 prevedeva la possibilità di scontare l’ultimo anno di pena in detenzione domiciliare, misura poi estesa con il decreto del dicembre 2011 a 18 mesi. Al 31/10/2012 hanno beneficiato di questa possibilità 8.267 detenuti. Tra costoro 539 donne (il 6,5%) e 2.283 stranieri (il 26,7%)».  
«Il numero sembra significativo, ma è in parte un abbaglio. Si tratta anzitutto di un dato di flusso, e non statico, che va dunque messo in relazione non con il numero dei detenuti presenti, ma con quello dei detenuti usciti dal carcere dall’entrata in vigore della legge, verosimilmente oltre 140.000. Una piccola cosa dunque».  
«Parte di questi detenuti avrebbe potuto fruire di altra più estesa misura alternativa. A questo si aggiunga che, trattandosi di una misura che consentiva di scontare solo gli ultimi mesi della pena fuori oggi, 20 mesi dopo l’entrata in vigore della legge, una parte (la metà?) di quanti ne hanno usufruito sarebbe fuori comunque, ed il resto uscirebbe al massimo tra qualche mese. Insomma, una novità certamente non di grande impatto». Ad un mese dalla fine dell’anno, 93 sono i detenuti morti in carcere, di cui 50 per suicidio, uno per sciopero della fame (Lecce), uno per overdose (Regina Coeli), uno per omicidio (Opg di Aversa), 31 per cause ancora da accertare e 9 per malattia. A questi numeri si devono poi aggiungere altri quattro decessi, di cui 3 per suicidio, avvenuti nelle camere di sicurezza: si tratta di tre uomini e una donna stranieri di età variabile tra i 26 e 31 anni. La donna era ucraina e si è tolta la vita mentre si trovava in una stanza del commissariato di Villa Opicina a Trieste lo scorso aprile. Nello stesso periodo dello scorso anno erano morti 91 detenuti, 43 dei quali per suicidio. Lo dice l’associazione Antigone in ’Senza Dignità’, il IX rapporto condizioni di detenzione, presentato oggi a Roma.  
L’età media dei detenuti deceduti è di poco inferiore ai 40 anni, così come quella dei soli suicidi. Di questi ultimi, poco più del 30% è di origine straniera e solo 2 donne (una straniera e una italiana). Il più giovane a morire, fino ad ora, aveva 19 anni, era marocchino ed era appena arrivato al carcere di Verona da quello di Padova. Il più anziano che si è suicidato aveva 71 anni ed era recluso a Rebibbia Nuovo Complesso: originario di Paliano (in provincia di Frosinone), l’uomo si è impiccato con un lenzuolo all’interno della sua cella singola, era affetto da problemi respiratori e aveva un fine pena fissato per il 2015.  
Ad oggi, continua il rapporto di Antigone, il primato dei decessi spetta al carcere di Genova Marassi e Firenze Sollicciano. In entrambi gli istituti sono 5 i detenuti morti: 4 dei quali per suicidio nel carcere toscano mentre in quello ligure uno è morto per suicidio, uno per infarto e gli altri ancora da accertare. A seguire c’è Teramo con ben 4 suicidi. All’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto sono 4 i morti: due per suicidio, un altro è deceduto a seguito di inalazione del gas della bomboletta in dotazione e, a gennaio, era deceduto, per malattia, un altro internato di poco più di 50 anni. Anche a Regina Coeli i morti sono 4: un detenuto del centro clinico è deceduto per malattia, un altro è morto a seguito di un infarto, un altro è stato stroncato da un overdose e l’ultimo, un tunisino di 25 anni, si è impiccato con l’elastico dei propri slip, nonostante fosse controllato a vista dalle guardie.  
Nel 2012 si sono tolti la vita 8 appartenenti al corpo della Polizia penitenziaria, lo stesso numero nell’anno precedente, 5 nel 2010, 6 nel 2009 e 7 nel 2008 e 2007.  

FONTE: lastampa.it