sabato 22 dicembre 2012

Il calendario osè delle vogatrici scatena la rabbia delle femministe

«Perché se i ragazzi del club di canottaggio posano nudi in un calendario di beneficenza, sono riempiti di lodi, mentre se lo fanno le ragazze, queste sono insultate?». È la domanda che si sono poste i 15 membri del team femminile di canottaggio dell'università di Warwick, Inghilterra, all'indomani delle numerose critiche ricevute da parte delle associazioni femministe britanniche. Le ragazze, per la prima volta nella storia del proprio club sportivo, hanno accettato di imitare i loro colleghi maschi che da circa quattro anni sono i protagonisti di un calendario osé ideato per raccogliere fondi da destinare a un’associazione di beneficenza. Tuttavia, la recente versione femminile del calendario, i cui proventi saranno devoluti alla «Macmillan Cancer Support», ente benefico che lotta contro il cancro, invece di raccogliere consensi e applausi come quella dei maschi, è stata sommersa dalle critiche.

LE CRITICHE - Tutto è iniziato quando Layla Haidrani, studentessa dell'Università del Kent che scrive su un blog che compare sulla versione britannica dell'Huffington Post, ha pubblicato un articolo in cui denuncia l'iniziativa intrapresa per «ottenere notorietà»: «Un gruppo di donne che posano seminude in un campo con dei bastoni non sembra un'iniziativa per raccogliere fondi caritatevoli, ma suona di cattivo gusto - scrive la studentessa -. Anche se molti affermano che è un progetto a scopo benefico, la maggior parte delle ragazze che vi hanno partecipato non lo sapeva e non ha nemmeno cercato di scoprire quale associazione fosse sostenuta. Piuttosto vedono il calendario come un'opportunità per spogliarsi e tentare di guadagnare notorietà con amici e familiari, sia a casa che nel campus». All'invettiva della Haidrani sono seguite numerose critiche da parte di altri gruppi femministi.


DIFESA - Le vogatrici del club britannico tuttavia non ci stanno e definiscono strumentali le polemiche in atto. Attraverso la portavoce Hettie Reed, studentessa che ha partecipato al calendario sexy, affermano che il progetto è stato portato a termine perché la mamma di una delle partecipanti è malata di cancro: «I principali commenti negativi ripetono che comparendo nude sul calendario le ragazze vendono il loro corpo e per una donna è inaccettabile essere usata come un giocattolo sessuale - dichiara Hettie Reed -. Tuttavia questi calendari raccolgono soldi per associazioni che lavorano per giuste cause e allora perché vederci del male? Ci sono alcune persone tristi là fuori che perdono tempo a criticare chi si adopera per raccogliere fondi di beneficenza. Questo calendario non è di cattivo gusto. Se guardi le immagini, ci sono foto davvero carine, sia che le protagoniste siano nude sia che non lo siano. Credo che le donne abbiano diritto all'eguaglianza. Se gli uomini del nostro club possono fare un calendario osè, noi abbiamo il medesimo diritto senza dover ricevere commenti sprezzanti e calunniosi».