mercoledì 23 gennaio 2013

Tutti i dettagli della patente europea: addio patentino, ora le categorie sono 15


Non cambia nulla per chi era già in possesso delle precedenti autorizzazioni alla guida. Per i giovani sono cancellati i corsi scolastici, anche per la AM che si può ottenere a 14 anni serve andare a scuola guida.


Arriva la patente europea e cambiano davvero tutto. Soprattutto per quanto riguarda la classificazione dei veicoli e delle patenti, comprese le modalità per il loro conseguimento. Dal 19 gennaio è infatti in vigore il Decretolegislativo che recepisce le normative europee riguardanti la patente di guida.

I veicoli. Le modifiche più significative riguardano la classificazione dei motoveicoli, ora distribuiti in 7 categorie al posto delle precedenti 5. Tre di queste comprendono i ciclomotori, la cui velocità massima scende a 45 km all'ora in luogo dei preesistenti 50. Tra le altre prerogative, entra in gioco la distinzione tra i motori ad accensione comandata, la cui cilindrata non può superare i 50 cc, gli altri motori termici e quelli elettrici per i quali la discriminante è rappresentata dalla potenza massima di 4 kW (5,4 cv). In questo ambito rientrano i ciclomotori a 2 ruote (categoria L1e), i veicoli a 3 ruote (L2e) e i quadricicli leggeri con massa a vuoto non superiore a 350 kg (L6e). Superati questi limiti si entra nel mondo dei motoveicoli, distribuiti nelle categorie L3e a 2 ruote, L4e a 3 ruote asimmetriche rispetto all'asse longitudinale mediano, L5e a 3 ruote simmetriche e L7e per i quadricicli con massa fino a 400 kg, che diventano 550 se si tratta di mezzi destinati al trasporto merci.

Patentino addio. Il documento - ufficialmente denominato CIG, certificato di idoneità alla guida - in precedenza valido per potersi mettersi alla guida dei ciclomotori, qualunque ne sia il numero delle ruote, e rilasciato dopo il superamento degli appositi corsi organizzati in ambito scolastico, viene sostituito dalla nuova patente AM soggetta a un apposito esame che può essere affrontato da privatista o dopo aver frequentato il corso presso un'autoscuola. L'Italia, approfittando di una deroga concessa dalle Direttive comunitarie, ha mantenuto a 14 anni (contro i 18 indicati a livello generale) l'età necessaria per ottenere la licenza, che però fino al compimento dei 18° anno sarà valida soltanto sul territorio nazionale.

Due o tre ruote. Comprendendo la nuova AM, si arriva a 15 categorie di patenti in quanto ciascuna classificazione preesistente (A, B, C e D) si articola in differenti sotto-categorie. La A1, ottenibile a 18 anni o a 16, me senza la possibilità di trasportare passeggeri, autorizza alla guida di motocicli fino a 125 cc; oltre questo limite è necessaria la patente A2 che necessita di avere compiuto almeno 18 anni. Infine la A consente di guidare senza limitazione di potenza e cilindrata motocicli e tricicli: nel primo caso può essere ottenuta a 24 anni, oppure a 20 ma dopo almeno due anni di possesso della patente A2. Nel secondo servono 21 anni. 

Quattro ruote. Nel mondo delle 4 ruote, le categorie sono la B1 (quadricicli di categoria L7e, a 18 anni con «formula piena», a 16 senza la possibile di trasportare altre persone), la B per le normali vetture, ottenibile come oggi a 18 anni, e la BE che consente di agganciare all'auto un rimorchio di massa non superiore a 3.500 kg. Nel mondo del trasporto la vecchia C è stata scorporata nelle sottocategorie C1, C1E, C e CE (a seconda della massa e della presenza o meno di un rimorchio, con le ultime due che richiedono 21 anni di età), e un'analoga segmentazione è stata adottata per la patente D che regolamenta la guida dei mezzi destinati al trasporto persone e che richiede i 21 anni per i veicoli meno capienti (massimo 16 passeggeri e 24 anni per gli altri.

Diritti acquisiti. L'arrivo della patente europea non deve indurre automobilisti e motociclisti a prendere d'assalto gli uffici incaricati del rilascio. La nuova formulazione del Codice della Strada tutela infatti la galassia dei conducenti in possesso delle patenti attuali, che potranno continuare a guidare tutti i veicoli consentiti dal documento in loro possesso previsti dalla normativa in vigore fino al 18 gennaio, salvo ricordarsi di provvedere al rinnovo entri le scadenze previste. Il cambio di residenza del conducente, poi, non comporterà più da parte dell'Amministrazione l'obbligo di inviare il tagliando con il nuovo indirizzo da applicare alla licenza di guida: basterà l'annotazione del cambiamento all'anagrafe nazionale.

FONTE: Giampiero Bottino (ilmessaggero.it)