mercoledì 6 febbraio 2013

Altro che game over Il flipper sta tornando


La generazione digitale riscopre un gioco che rischiava l’estinzione


Vortici di circuiti metallici, molle rumorose e carambole psichedeliche. (Ri)abituatevi a tutto questo: rinasce il mito del flipper. Dopo aver rischiato l’estinzione, sta vivendo una nuova età dell’oro. Il «revival» è iniziato negli Usa e ha subito contagiato l’Italia. È un balzo indietro negli Anni 80, quando il «biliardino» era un cult: intere serate a sfidare gli amici per firmare il record e diventare il re della sala giochi.  

Inventato oltre 80 anni fa in versione meccanica, il flipper era quasi scomparso dai radar del mercato d’intrattenimento. Negli Anni 90 non aveva retto alla concorrenza di videogiochi e console. Ma di recente è stato rivitalizzato dalle nuove piattaforme digitali: smartphone e tablet su tutte. «C’è un’intera generazione di teenager che gioca sui cellulari, ma non ha mai visto un flipper dal vivo», spiega Alessio Crisantemi, presidente della Federazione italiana flipper. 

Sono loro il nuovo target delle ditte produttrici, che si sono moltiplicate negli ultimi anni. «Ci sono centinaia di giovani allenati, stufi delle emozioni virtuali che vogliono mettersi alla prova con flipper reali. Colpire il cassone per salvare una palla e l’adrenalina di fronte a un “multiball” sono emozioni che i videogiochi non possono riprodurre». 

Nell’ultimo decennio era sopravvissuta solo la Stern Pinball Ltd di Chicago, unica fabbrica che non ha mai interrotto la produzione. Ma di recente si sono affacciati sul mercato nuovi produttori, pronti a sfruttare la seconda vita del flipper. Secondo l’Internation Flipper Pinball Association, le vendite sono aumentate del 30% in 12 mesi. Attualmente vengono lanciati tre o quattro nuovi modelli l’anno. L’ultimo, ispirato al fumetto Marvel «The Avengers», arriverà in Italia nei prossimi giorni. Proprio lo Stivale è il mercato europeo più sviluppato, con mille esemplari venduti ogni anno. E italiano è il campione del mondo: Daniele Acciari.  
Ventotto anni e una laurea in Economia, in garage ha sette flipper, trofei di altrettanti tornei vinti in giro per il mondo: «Ho iniziato a sette anni e ho provato tutti i modelli, allenandomi cinque ore al giorno. Gioco anche online, per conoscere i flipper fuori commercio. Ma l’emozione di una partita dal vivo è unica», racconta. 

Gli ingredienti di base sono rimasti gli stessi: due palette in prossimità della buca, una biglia d’acciaio, alcuni «bunker» e un piano di gioco inclinato. E, ovviamente, la musica. Un elemento fondamentale, che ha contribuito al successo dei flipper: sono centinaia i modelli dedicati alle band o rockstar più famose. 
Ma le macchine di nuova generazione sono gioielli hi-tech. Schermi Lcd e impianti dolby surround arricchiscono l’esperienza di gioco. In alcuni compaiono codici Qr che, se scannerizzati con uno smartphone, svelano i segreti per ottenere più bonus. Gli ultimi flipper cancellano anche la manutenzione. I «dinosauri» Anni 80 richiedevano periodiche revisioni, mentre i nuovi meccanismi sono più longevi. Alcuni produttori, poi, hanno inaugurato un software «open»: qualsiasi programmatore potrà mettere mano al codice di gioco e correggerlo dai «bug».  

Immancabile, nel 2013, lo sbarco nel «social»: i nuovi flipper saranno collegati alla Rete e i giocatori potranno sfidarsi online. Sui social network, poi, potranno condividere e aggiornare i propri record. Anche le monete, ultimo retaggio del passato, scompaiono. Si potranno acquistare gettoni virtuali e giocare con un account online. Fino al fatidico game over. 

FONTE: Filippo Femia (lastampa.it)