giovedì 11 aprile 2013

Caso Diaz, il legale di Canterini lascia. «No alla richiesta di pubbliche scuse»


L'avvocato dell'ex capo del reparto mobile di Roma rimette il mandato. Al procuratore: «No alla gogna in piazza»

L'avvocato Silvio Romanelli, che difende davanti al tribunale di sorveglianza di Genova Vincenzo Canterini, l'ex capo del reparto mobile di Roma condannato a cinque anni nell'ambito dei fatti della scuola Diaz, ha rimesso il proprio mandato in polemica con le richieste avanzate dalla Procura Generale. Il pg di Genova, Vito Monetti, nell'udienza di mercoledì al tribunale di sorveglianza (la prima udienza per 5 dei 17 ex funzionari di polizia condannati a titolo definitivo in Cassazione per l'irruzione alla scuola Diaz) aveva presentato una memoria scritta con la richiesta di un «maggior rigore valutativo» nei confronti di quei funzionari di polizia che nell'irruzione alla Diaz durante il G8 del 2001 rivestivano ruoli di comando. Alla luce della memoria del pg, il giudice del tribunale di sorveglianza aveva invitato le parti a valutare la disponibilità ad un «pubblico rincrescimento». «Potrebbe essere utile che i condannati si dimostrassero dispiaciuti e si assumessero le proprie responsabilità» aveva spiegato mercoledì l'avvocato Piergiovanni Iunca, difensore dell'ex capo della Digos di Genova, Spartaco Mortola. «Questo - aveva aggiunto - potrebbe essere una forma alternativa al risarcimento economico nei confronti del Ministero dell'Interno». L'udienza per Canterini proseguirà adesso con un difensore d'ufficio.


«NO A PUBBLICA GOGNA» - Vincenzo Canterini «si dispiace di quello che è successo alla Diaz ma non rilascerà pubbliche scuse perché non intende sottoporsi alla gogna in piazza», ha detto il legale parlando per l'ex capo della Squadra mobile di Genova condannato per falso nell'ambito dei fatti della scuola Diaz durante il G8 del 2001. «Non siamo d'accordo da un punto di vista giuridico con la richiesta della Procura generale di pubbliche scuse», ha detto anche l'avvocato di Gilberto Caldarozzi (condannato a tre anni e otto mesi), Marco Valerio Corini. Secondo Corini, «la norma che tutela l'eventuale danno di immagine dell'Amministrazione dello Stato è azionabile solo in presenza di alcuni reati tra i quali non figura il falso e un'estensione non è possibile. La discussione non è sul piano etico ma su quello giuridico».

DECISIONE RINVIATA - Il tribunale di sorveglianza si è riservato di decidere in merito alle posizioni di Vincenzo Canterini e Gilberto Caldarozzi, rispettivamente ex capo del VII Reparto Mobile di Roma e ex capo del Servizio centrale operativo, entrambi condannati in via definitiva per falso in relazione ai fatti della Diaz di Genova durante il G8 del 2001. Nei loro confronti il tribunale di sorveglianza emetterà, nei prossimi giorni, un'ordinanza in cui stabilirà se potranno scontare il residuo di pena in carcere oppure con misure alternative quali l'affidamento ai servizi sociali.

FONTE: corriere.it