venerdì 19 aprile 2013

Crisi, industria: giù ordini e fatturato. In 3 mesi - 31.000 imprese


Il saldo tra aperture e chiusure di imprese è negativo (-0,51%), dato peggiore dal 2004. Nuovi dati sulla sofferenza delle aziende dall’Istat su febbraio

Nei primi tre mesi 2013 il saldo tra aperture e chiusure di imprese è negativo per 31.000 unità (-0,51%), dato peggiore dal 2004, inizio della serie storica. Lo rileva Unioncamere. Il dato è anche peggiore del primo trimestre 2009. A pesare un’ulteriore diminuzione delle iscrizioni e l’aumento delle cessazioni.

Intanto a febbraio il fatturato dell’industria scende ancora, cede l’1,0% su gennaio e il 4,7% su base annua (corretto per effetti calendario). Lo rileva l’Istat. Sul nuovo calo tendenziale, il quattordicesimo, pesa la negativa performance del mercato interno. Guardando all’indice grezzo il ribasso annuo è ancora più forte (-8,6%).

Anche gli ordinativi dell’industria a febbraio segnano un nuovo calo, scendendo del 2,5% su gennaio e del 7,9% su base annua (dato grezzo). In termini tendenziali si tratta del quarto calo consecutivo, che risente della caduta registrata sul mercato nazionale (-11,1%).

A febbraio 2013, ricorda l’Istat, i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 dello stesso mese dello scorso anno. Il ribasso congiunturale è il risultato di una riduzione dell’1,4% sul mercato interno e dello 0,3% su quello estero. Invece la diminuzione annua è frutto di un calo del 6,7% a livello nazionale e di un aumento dello 0,3% fuori dai confini.

Guardando ai raggruppamenti principali d’industria, gli indici destagionalizzati del fatturato segnano cali congiunturali per i beni strumentali (-2,5%), per i beni intermedi (-2,0%) e per i beni di consumo (-1,3%), mentre è in aumento l’energia (+7,6%). Nel dettaglio, analizzando i diversi settori, in termini tendenziali, l’Istat registra l’aumento maggiore nelle attività estrattive (+15,7%) e nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, di misurazione e orologi (+10,5%). Le diminuzioni più marcate riguardano la fabbricazione di mezzi di trasporto e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (entrambe -14,0%).

FONTE: lastampa.it