venerdì 10 maggio 2013

Carabinieri, Polizia e Finanza. Le feste accorpate il 2 Giugno


Tagliate le sfilate di primavera. Finisce il carosello di piazza di Siena

Le ultime disposizioni sono state emanate ieri: forze armate e forze dell'ordine avranno un'unica festa, quella della Repubblica il 2 Giugno. Sarà la parata tradizionale dei Fori imperiali a Roma l'occasione per celebrare, sia pur in maniera sobria. Non ci sono soldi nelle casse dello Stato e le indicazioni giunte dalla Presidenza della Repubblica al governo sono state esplicite. Dopo l'annullamento del ricevimento nei giardini del Quirinale, scattano tutti gli altri tagli. Niente più festeggiamenti il 16 maggio per la polizia in piazza del Popolo e nelle piazze di molte città il 18 maggio; annullato il carosello dei carabinieri previsto per il 5 giugno a piazza di Siena; stop anche per la Guardia di finanza che aveva fissato il proprio appuntamento il 20 giugno allo Stadio dei Marmi. Basta con gli anniversari dell'Esercito, della Marina militare, dell'Aeronautica, le ricorrenze della Protezione civile e della Guardia forestale, i raduni dei vigili del fuoco. Le date erano state fissate, già stilati anche i programmi per portare anche i cittadini in strada. E invece niente, ognuno rimarrà nelle proprie strutture.


L'unica altra festa che viene «salvata» è quella delle Forze armate del 4 novembre, ma anche in questo caso ci si limiterà ad una breve cerimonia in piazza Venezia. Come specificato dal presidente Enrico Letta nella lettera inviata ai ministri «di fronte all'Altare della patria il capo dello Stato renderà omaggio ai caduti alla presenza dei reparti in armi».

«In relazione alle note esigenze di contenimento della spesa pubblica - è scritto nella nota trasmessa da Palazzo Chigi - il presidente del Consiglio dei ministri ha disposto, su analoga indicazione del capo dello Stato, la ridefinizione delle modalità di celebrazione degli anniversari delle singole Forze armate, corpi armati e non dello Stato». In particolare si è deciso che nel giorno stabilito per la festa ci sarà semplicemente un incontro al Quirinale secondo modalità uguali per tutti. E dunque i comandanti delle Forze armate e quelli delle forze dell'ordine avranno «un incontro con il capo dello Stato e dovranno essere accompagnati da una rappresentanza di allievi degli istituti di formazione».

In quelle stesse ore, all'interno di ogni struttura «sarà effettuata una celebrazione a cura del comandante responsabile e con la partecipazione limitata del personale dipendente. In tale occasione il comandante illustrerà il significato dell'evento e leggerà il messaggio del capo dello Stato». Non a caso il capo della polizia reggente Alessandro Marangoni ha specificato, nella circolare attuativa emanata ieri che «le cerimonie dovranno avvenire esclusivamente all'interno delle strutture dell'amministrazione e quindi eventuali iniziative cosiddette "di prossimità" non potranno essere attuate». E lo stesso hanno fatto i comandanti dell'Arma e delle Fiamme gialle. Per tutti c'è una sola parola d'ordine: sobrietà.

Sulla necessità di contenere i costi sono tutti d'accordo, ma il Sap, maggior sindacato di polizia, solleva perplessità con il suo segretario Nicola Tanzi che afferma: «Siamo consapevoli della necessità di non sprecare, ma questo non è il modo per dare segnale di risparmio. Torniamo indietro con i tempi. La caratteristica di queste feste era quella di stare tra la gente e con la gente. Lo scopo era compiere un'immersione nel sociale per far conoscere la realtà del nostro lavoro. In molti casi avevamo anche la disponibilità di alcuni sponsor che potevano sopperire alla necessità di effettuare tagli rispetto all'esborso dei vari ministeri. Adesso speriamo almeno di poter aprire le porte di commissariati e caserme ai ragazzi delle scuole».

FONTE: Fiorenza Sarzanini (corriere.it)