giovedì 6 giugno 2013

Turchia, un poliziotto muore negli scontri. Retata anti-Twitter, rilasciati i giovani arrestati


Continua in tutto il paese la rivolta contro Erdogan, partita dalla protesta di Gezi Park a Istanbul. I principali sindacati si schierano con i manifestanti

Non si placa in Turchia il movimento di rivolta del "popolo laico" contro il premier islamico Recep Tayyip Erdogan: anche ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno manifestato in molte città del paese, e nella notte ci sono stati nuovi duri scontri ad Ankara fra polizia e manifestanti. C'è forte attesa per il rientro questa di Erdogan, dopo quattro giorni di asenza per una visita ufficiale nei paesi del Maghreb. Mentre era via dal paese il presidente Abdullah Gul e il vicepremier Bulent Arinc hanno tentato di avviare un dialogo con i manifestanti e di calmare le acque. C'è il timore che la retorica muscolare del premier possa gettare di nuovo benzina sul fuoco della protesta.

Erdogan aveva detto che le decine di migliaia di manifestanti erano «4 o 5 vandali» e aveva definito twitter «una cancrena». Ma la mobilitazione del fronte anti-governativo rimane forte: alle manifestazioni si sono ora associati anche due grandi sindacati di sinistra, il Kesk e il Disk. La polizia turca ha arrestato ieri 11 manifestanti stranieri accusati d'incitare ai disordini. Secondo Radikal si tratta di quattro americani, due inglesi, due iraniani, un indiano, un francese e un greco. Almeno quattro sono studenti in Turchia con il programma Erasmus. Erdogan sabato aveva denunciato «collegamenti esteri» della protesta e la stampa governativa scrive che potenze straniere, in particolare Siria e Iran, soffierebbero sulla rivolta.

Ad Adana è intanto morto la scorsa notte un poliziotto turco per le ferite riportate ieri dopo essere caduto da un ponte in costruzione mentre inseguiva i manifestanti, ha riferito Hurriyet online. Dall'inizio delle proteste contro il premier Recep Tayyip Erdogan 10 giorni fa sono hanno perso la vita tre giovani manifestanti e oltre 4mila secondo l'Associazione dei medici turchi sono stati feriti.

La stampa non governativa esprime stupore per la retata anti-twitter della polizia ieri a Smirne, dove 34 giovani sono stati arrestati e accusati di attività sediziose per aver mandato messaggi di appoggio ai manifestanti sulla celebre rete sociale. Quasi tutti sono stati poi rilasciati. Fra le "prove" contro di loro ci sarebbero la foto di un poliziotto che strattona per i capelli una ragazza che cammina sul lungo mare di Smirne, prima di prenderla a manganellate. «Ora è chiaro che ritwittare questa foto è "un crimine organizzato"» scrive Sozcu. Taraf pubblica una lista di messaggi incriminati: «Incontriamoci a Piazza Gundogu alle 19:30», «Non andare a Piazza Losanna, c'è la polizia», «Non venire a Gundogdu, sono stati sparati i lacrimogeni» o «Ci stanno prendendo a manganellate». «Ecco cosa significa democrazia avanzata», in Turchia ironizza Sozcu.


FONTE: ilmessaggero.it