venerdì 7 giugno 2013

Assegni d'oro senza tetto ecco chi incassa più di 90 mila euro


Dopo la sentenza della Consulta sul contributo di solidarietà

Ha suscitato sdegno la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il contributo sulle pensioni d'oro introdotto nell'estate del 2011 dal governo Berlusconi e poi rafforzato dal governo Monti: 5% per la parte eccedente i 90mila euro, 10% oltre i 150mila e 15% sopra i 200mila. Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Giorgia Meloni, ha chiesto addirittura un incontro al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «dopo la vergognosa sentenza della Corte Costituzionale».

Ma anche Scelta civica esprime perplessità perché «sulla base di una giurisprudenza consolidata, la Consulta aveva sempre ritenuto legittimi i contributi di solidarietà» purché limitati nel tempo, e questo doveva scadere nel 2014. Ma quanti sono e chi sono i pensionati d'oro? Secondo i dati del casellario centrale della previdenza, le persone che superano un reddito pensionistico di 90mila euro lordi l'anno sono circa 33mila, per una spesa annuale intorno ai 3,3 miliardi. Di questi, quelli tra 90 e 150mila euro l'anno sono circa 1.500, per una spesa di 330 milioni e quelli oltre i 200mila euro sono 1.200, per una spesa di 275 milioni. Il contributo di solidarietà non era certo una misura fondamentale nella maximanovra della tormentata estate del 2011, fruttando appena 25 milioni di euro all'anno, secondo le stime. Ma voleva avere un forte carattere simbolico, nel segno dell'equità. La Consulta, invece, l'ha bocciata ritenendola discriminatoria, perché ai danni di una sola categoria, i pensionati.

Mario Giordano, nel suo libro Sanguisughe (Mondadori) e nel relativo blog, ha raccontato innumerevoli casi di pensionati d'oro. Da quello di Mauro Sentinelli, un ingegnere elettronico, ex manager della Telecom, il più ricco di tutti, con i suoi 3.008 euro al giorno di pensione, per la bellezza di 90.246 euro lordi al mese, grazie alle generose regole di calcolo del fondo telefonici, a quelli dei tanti politici, banchieri e boiardi di Stato. Tra gli altri - con l'avvertenza che quando si tratta di vitalizi parlamentari non siamo davanti a pensioni come le altre e quindi soggette alla legge ma alle decisioni autonome di Camera e Senato - Giuliano Amato (31mila euro al mese), che però di recente si è nuovamente difeso in un'intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere: «Un falso clamoroso. È una cifra lorda comprensiva del vitalizio, che verso in beneficenza. Sono forse l' unico ex parlamentare che non lo incassa». Lamberto Dini, con un vitalizio di 40mila euro al mese (le cifre sono sempre al lordo); Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i (Fondi italiani per le infrastrutture) con 44mila euro; Mario Draghi, presidente della Bce, con 14.843 euro; Cesare Geronzi, ex presidente di Generali, con 22mila euro.

Ma la cosa forse più curiosa è che tra i pensionati d'oro ci sono certamente anche gli ex giudici della Corte costituzionale, con assegni superiori ai 20mila euro al mese. Ora, se queste pensioni fossero il risultato dei contributi versati durante la carriera lavorativa ci si potrebbe pure stare. Purtroppo spessissimo sono solo il frutto di privilegi: un regalo ingiusto.

FONTE: Enrico Marro (corriere.it)