giovedì 22 agosto 2013

Delrio presenta la Service Tax “Esenteremo il 70% degli italiani”


Il ministro degli Affari regionali spiega la nuova Imu: «Prevista una componente sulla proprietà e una per gli affittuari, il principio è che chi più ha più deve pagare»

Trovare 4 miliardi per cancellare tutta l’Imu del 2013 «è difficilissimo, già è complicato trovarne 2 per togliere la prima rata»: è la risposta più frequente tra le fonti di governo all’ipotesi che circola con insistenza. Il “punto di caduta” dopo l’incontro tra il premier Enrico Letta e Angelino Alfano secondo molti sarebbe infatti l’eliminazione di tutta l’imposta nel 2013 e poi la Service Tax a partire dall’anno prossimo. Una tassa che, secondo i più informati verrebbe ricalibrata: più pesante dalla seconda casa in su, insieme ad una Tares più pesante sugli immobili di maggior pregio. Insomma si punta nel 2014 ad esentare il più possibile i proprietari di prime case meno “facoltosi”. E infatti il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio spiega che il governo è impegnato a trovare una soluzione, una nuova imposta, la Service Tax e, aggiunge, «ritengo che possa essere esentato il 70% degli italiani meno abbienti». 

E sempre Delrio spiega che la service tax sarà «molto equa», separando rifiuti da tassa immobiliare, che a sua volta avrà due componenti, una per i proprietari e una per gli affittuari. La questione comunque è ancora prematura e potrebbe servire un approfondimento nella legge di stabilità. 

I Comuni intanto prendono decisamente posizione: arriva un appello di dieci assessori al bilancio di Comuni capoluogo “per una riforma federalista dell’Imu”, concordando «con quanto suggerito nel documento ministeriale (quello del Tesoro di inizio agosto) laddove si prevede di garantire ai Comuni un grado di autonomia fiscale confrontabile con quella attuale» che ha «una leva complessiva potenziale di 3,9 miliardi di euro». Interviene anche Piero Fassino, presidente dell’Anci: «In primo luogo vorremmo che fosse chiaro che i Comuni hanno bisogno di certezze sulle loro entrate. Per questo è necessario che qualunque riforma della fiscalità locale, comunque la si voglia chiamare, entri in vigore dal 2014». E il sindaco di Roma, Ignazio Marino, puntualizza: «È chiaro che si debba considerare l’importanza di utilizzare localmente i soldi raccolti dalle tasse». 

Il tema delle risorse viene scandagliato durante l’incontro tra il premier e il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni che riunisce intanto a via XX Settembre tutti i tecnici coinvolti. Ma la soluzione definitiva ancora non ci sarebbe. E infatti sempre Delrio precisa che «c’è ancora differenza di impostazione» nella maggioranza «tra chi vuole una copertura completa per togliere a tutti l’Imu sulla prima casa e chi vuole concentrarsi sul 70% degli italiani e far pagare al 30% dei cittadini che se lo possono permettere. Io sono per questa seconda opzione». 

Durante la riunione a Palazzo Chigi non sarebbe stata intanto affrontata la questione Iva. Il che lascerebbe pensare che si andrebbe ad una soluzione diversa dal prospettato decreto unico ipotizzato per il 28 agosto. Il tema delle coperture in questo caso sarebbe più semplice almeno stando alle parole del capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta: l’aumento dell’Iva (sterilizzato fino a ottobre) si può bloccare «con l’Iva, cioè con il gettito incrementale che arriverà grazie ai pagamenti dei debiti della P.a.». Cioè i soldi ci sarebbero già. 
Saccomanni nel pomeriggio è stato anche ricevuto dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano: ambienti del Quirinale fanno sapere che l’incontro si è concentrato sul cdm di domani e sulle predisposizioni della Legge di stabilità. 

FONTE: lastampa.it